Hat trick!

Cioè, trucco del cappello. Tipo tirarne fuori un coniglio. Ma talvolta può riferirsi a qualcos’altro oltre che la prestidigitazione, e nel caso di oggi sta bene all’impresa della Ferrari in terra statunitense, ad Indianapolis.

Una grande vittoria, quella di Schumacher. Corredata da pole-position e giro più veloce in gara: in ciò consiste un hat trick per la Formula 1, e Michael Schumacher ne ha già collezionati tanti: ben 21, più di chiunque altro. Gli è mancato solo rimanere in testa dall’inizio alla fine della corsa ed avrebbe ottenuto un grand chélem. E sì, ne ha fatti anche di quelli.

A ciò si aggiunge che Felipe Massa, suo compagno di squadra, è arrivato secondo: un’altra storica doppietta per la Ferrari, ancora più significativa in vista del recupero da fare nella classifica del Mondiale, sia piloti che costruttori.

Oggi si è corso anche il Gran Premio di Motociclismo, a Donington in Inghilterra. Meno fortuna per i colori italiani, qui. Nelle 125 Mattia Pasini non riesce a difendere il secondo posto (perso in volata) e può dire addio al Mondiale a vantaggio di Bautista; nelle 250 Dovizioso perde quasi tutto il suo vantaggio in classifica nei confronti di Jorge Lorenzo, oggi vittorioso, che ha cercato di inseguire in maniera disperata fino ad uno scellerato errore. La moto manca di motore, gli andrà meglio al Sachsenring.

Per fortuna c’è sempre la MotoGP, anche se Rossi non vince, Melandri non vince, e neppure Capirossi e la Ducati. Ma dopo gli infortuni degli scorsi GP si vedono i miglioramenti (solo Capirossi ha ancora dolori al petto), ed oggi un secondo ed un terzo posto, con tanto di bagarre nel finale tra Rossi e Melandri, fa morale ed accorcia le distanze da Hayden, oggi solo settimo.

Bene così, ragazzi!

Published in: on domenica, 2 luglio 2006 at 23.55  Lascia un commento  

La semplice vita complicata…

Aprite un’altra finestra del vostro web browser, proprio quello che stato usando… Internet Explorer, Firefox, Opera, Safari, Avant Browser, quel che è. Riducete la finestra fino alle dimensioni di 240×320 pixel, cioè grossomodo così:

Google in miniatura

Riducete anche al minimo la dimensione dei font. Ora provate a navigare. Senza mouse. E non vi dico di usare al posto della tastiera una sorta di tappetino con una ventina di pulsanti, ma avrete già un’idea di cosa significhi navigare su Internet con un telefonino, pure di ultima generazione.

Ieri ho voluto fare questa navigazione di prova: l’idea che ne ho avuto è stata ovviamente quella di lentezza, di estrema scomodità (anche perché di siti ottimizzati per la visualizzazione su un cellulare o PDA se ne contano davvero pochi), ma la cosa pareva abbastanza simpatica. Poi mi è venuto in mente di chiamare il 414: “… L’ultimo addebito è di euro. Nove. E… novantasei. Centesimi. Grazie per la cospicua elargizione e arrivederci!” Non credevo alle mie orecchie. Quasi dieci euro per neanche cinque minuti di navigazione…

In sostanza, se avessi chiamato dall’estero un cellulare TIM avrei speso di meno. Sarebbe questa l’idea di connessione che ci offrono, sarebbero queste le tecnologie dell’ultima generazione? Dieci anni fa navigavo meglio e pagavo meno. Certo, non nella taschino della camicia ma, a dirla tutta, che me ne faccio? Soprattutto se il prezzo è quello.

Certo, ci sono poi le varie offerte fatte apposta per la navigazione, ma il cellulare potrà funzionare giusto da modem per il computer e non sarà mai uno strumento per navigare autonomamente (non senza un’uscita video adeguata).

La verità è che un sacco di supposte innovazioni che dovrebbero semplificarci la vita in realtà rischiano di complicarcela. All’improvviso mi sono ritrovato senza dieci euro di credito nel cellulare, nel mio piccolo. Poi mia sorella ha “perso” una chiave della sua macchina perché non riconosceva più il codice, per qualche motivo ignoto. Mi fa ridere quella pubblicità con Amendola nella quale stanno in cinque a guardare lo schermo da due pollici scarsi di un “tivvufonino” per vedere i Mondiali male e con un sonoro gracchiante.

Orsù, che l’innovazione vada avanti! Questo è giusto. Ma non dimentichiamo come si distingue ciò che è utile da una boiata.

Published in: on domenica, 2 luglio 2006 at 23.05  Lascia un commento