La semplice vita complicata…

Aprite un’altra finestra del vostro web browser, proprio quello che stato usando… Internet Explorer, Firefox, Opera, Safari, Avant Browser, quel che è. Riducete la finestra fino alle dimensioni di 240×320 pixel, cioè grossomodo così:

Google in miniatura

Riducete anche al minimo la dimensione dei font. Ora provate a navigare. Senza mouse. E non vi dico di usare al posto della tastiera una sorta di tappetino con una ventina di pulsanti, ma avrete già un’idea di cosa significhi navigare su Internet con un telefonino, pure di ultima generazione.

Ieri ho voluto fare questa navigazione di prova: l’idea che ne ho avuto è stata ovviamente quella di lentezza, di estrema scomodità (anche perché di siti ottimizzati per la visualizzazione su un cellulare o PDA se ne contano davvero pochi), ma la cosa pareva abbastanza simpatica. Poi mi è venuto in mente di chiamare il 414: “… L’ultimo addebito è di euro. Nove. E… novantasei. Centesimi. Grazie per la cospicua elargizione e arrivederci!” Non credevo alle mie orecchie. Quasi dieci euro per neanche cinque minuti di navigazione…

In sostanza, se avessi chiamato dall’estero un cellulare TIM avrei speso di meno. Sarebbe questa l’idea di connessione che ci offrono, sarebbero queste le tecnologie dell’ultima generazione? Dieci anni fa navigavo meglio e pagavo meno. Certo, non nella taschino della camicia ma, a dirla tutta, che me ne faccio? Soprattutto se il prezzo è quello.

Certo, ci sono poi le varie offerte fatte apposta per la navigazione, ma il cellulare potrà funzionare giusto da modem per il computer e non sarà mai uno strumento per navigare autonomamente (non senza un’uscita video adeguata).

La verità è che un sacco di supposte innovazioni che dovrebbero semplificarci la vita in realtà rischiano di complicarcela. All’improvviso mi sono ritrovato senza dieci euro di credito nel cellulare, nel mio piccolo. Poi mia sorella ha “perso” una chiave della sua macchina perché non riconosceva più il codice, per qualche motivo ignoto. Mi fa ridere quella pubblicità con Amendola nella quale stanno in cinque a guardare lo schermo da due pollici scarsi di un “tivvufonino” per vedere i Mondiali male e con un sonoro gracchiante.

Orsù, che l’innovazione vada avanti! Questo è giusto. Ma non dimentichiamo come si distingue ciò che è utile da una boiata.

Advertisements
Published in: on domenica, 2 luglio 2006 at 23.05  Lascia un commento  

The URI to TrackBack this entry is: https://maxart.wordpress.com/2006/07/02/la-semplice-vita-complicata/trackback/

RSS feed for comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: