Tassi, tasse e tassì

Oggi sento dire che il rapporto deficil-PIL del primo trimestre del 2006 è al 5.8%, in netto miglioramento rispetto al 7.7% dello stesso periodo dell’anno scorso. In più aumentano le entrate e diminuisce il passivo del saldo primario. Però il TG3 grida allo sfascio dei conti.

La gente è libera di pensare quel che vuole, io ad esempio penso che se siamo sopravvissuti al 2005 non vedo perché dovremmo collassare nel 2006. E non so che abbia in mente il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa: se davvero pensa che siamo messi così male coi conti pubblici, non so davvero dove voglia prendere i soldi per ridurre il cuneo fiscale. O è un pazzo, o ci sta prendendo per i fondelli.

Oppure è pover’uomo in un casino più grande di lui, che mentre per non perdere la faccia e la poltrona è costretto a dire che il governo precedente ha fatto orrore, dall’altra dovrà mostrare che al miracolo Tommaso questa dovrà crederci. Tanto di miracolo avrà ben poco.

Ieri sera ho incontrato altri bloggers di Cagliari e dintorni, per discutere un po’ di rete, un po’ di politica, un po’ di sport. Ho conosciuto Maurizio, e devo dire che mi ha fatto una buonissima impressione. Ben preparato ed ottimo analista. Mi ha colpito la sua analisi del decreto Bersani, che ha mostrato quando, a leggere bene, di liberale ci sia molto fumo e poco arrosto. “I notai l’hanno capita e se ne fregano, i farmacisti anche. I tassisti non hanno capito niente e scioperano. Ma finché ci sarà la protesta la gente penserà che liberalizzazione vorrà dire licenze a tutti.”

Da tempo si sapeva che l’agitazione era illegale, e da ieri si parla di precettazione. Io mi chiedo: e che aspettano? Se lo fanno sarà un putiferio, ma è mai possibile che non ci sia modo per affrontare queste rogne? Quello sciopero è palesemente illegale, oltre che stupido. Come si fa a farlo capire ai tassinari?

Si tratta di una questione di mentalità. Come si diceva ieri, riforme liberali alla Thatcher in Italia sono impossibili. Nel Bel Paese, se non si “concerta” non si va avanti. Vedi i tassisti. Qualsiasi provvedimento sul lavoro deve passare, come se fosse una terza camera del Parlamento, per l’approvazione dei sindacati, questi organismi non democraticamente eletti che pare abbiano diritto di veto sugli enti istituzionali quelli sì, eletti tramite le urne.

Io ho sempre giudicato molto strano il concetto stesso che sta dietro ai sindacati. Perché esistono? Perche i lavoratori subiscono soprusi. E cosa fanno? Lottano contro i soprusi. Quindi, in teoria, i sindacati lottano contro il loro stesso motivo di esistere. Quale sarebbe il problema? Nessuno, a prima vista: se i lavoratori stanno bene, il sindacato è debole ma siamo tutti contenti.

Il problema è che in Italia hanno assunto un potere ed un’autorità tale da farmi seriamente dubitare che stiano tanto intenzionati a mollarlo qualora le cose andassero per il meglio. Se non ci sono battaglie se le inventano, anche quando non ne hanno competenza e spandono FUD (dall’inglese Fear, Uncertainty, Doubt, cioè paura, incertezza, dubbio) a più non posso. Con il loro opportunismo si cibano del fittizio appoggio popolare e fanno credere che vincere le battaglie è facile e divertente, non importa aver ragione, ma essere convinti di averla e fare un casino della madonna. Vedere la storia dell’articolo 18. Vedere Scanzano Jonico. Vedere le proteste in Val di Susa contro la TAV. Hanno sempre vinto. Ed ormai questo modo di affrontare i presunti problemi sta entrando nella mentalità degli Italiani.

E vedrete cos’accadrà per ogni intervento che un attimo modifica lo status quo della nostra povera Italia.

P.S.: oggi la Francia ha battuto il Portogallo per 1 a 0. Si sono presi un rigore e hanno giocato al risparmio, tanto quegli altri non erano buoni a segnare… Ma occhio che non tutte le squadre hanno attaccanti portoghesi o brasiliani bolliti.

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Published in: on mercoledì, 5 luglio 2006 at 23.48  Comments (2)  

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2 commentiLascia un commento

  1. Sono d’accordo con l’uccisione dell’orso bruno. Mi piaceva la vignetta “Allemagna Defunta Est” presa dal Giulivo, la frase su Bruno non mi interessava. Era la prima frase, in latino, che volevo mettere.

  2. Il bello è che Germania in latino si dice… Germania! 🙂 E ‘defunta’ sarebbe ‘defuncta’, ma a quel punto sarebbe stato meglio parafrasare più letteralemente Catone (che terminava i suoi discorsi con ‘Carthago delenda est’), e dire ‘Germania deleta est’ (‘deleta’ participio passato di ‘deleo’, cioè distruggere). Un banner un po’ sfortunato 🙂
    Comunque… Gallia delenda est! (Beh, la Francia allora non esisteva.)


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