Balcanic Tour

Così mio cugino chiama la gita che faremo a breve sulle coste della Dalmazia, partendo da Trieste, poi Fiume, Ragusa, Valona, sin giù ad Atene, e poi risalire e passare per Venezia. Parto domani mattina, e spero sarà una bella vacanza come quella dell’anno scorso in Francia.

Dal momento che per una paio di settimane vivrò praticamente fuori dal mondo, al mio ritorno spero che saranno accaduti i seguenti fatti: che…

  • … sia caduto questo governo;
  • … si sia deciso che il contingente UNIFIL in Libano debba disarmare Hezbollah;
  • … in alternativa, che l’Italia non mandi più alcun soldato;
  • … il mio relatore abbia scritto la lettera di presentazione che gli ho chiesto;
  • … sia partito il campionato;
  • … la Ferrari abbia trionfato a Monza, ed Alonso si sia ritirato.

Eddai, in fondo non chiedo molto! :mrgreen:

A presto!

Published in: on lunedì, 28 agosto 2006 at 22.24  Comments (2)  

I fenicotteri devono volare

varphi.gifIeri ho scritto un post lungo e forse barboso, ed oggi mi accorgo che c’è altro che mi offende.

C’erano di nuovo, a pulire i vetri. Non uno, ma tre. Tre zingarelli tra le macchine al semaforo del mio quartiere. Ho chiamato di nuovo il 112, mi hanno detto che già l’altra volta avevano preso alcuni provvedimenti. Per ora non sembrano essere serviti, speriamo che lo facciano in futuro.

Sono disgustato. Nella mia città non avevo ancora visto bambini a pulire vetri ai semafori, e temo che si stia formando un racket. Come quello dei mendicanti di qualche tempo fa, tutti a chiedere l’elemosina con in mano un pezzo di cartone con su scritto sempre lo stesso messaggio per impietosire.

Ma vi prego, tutti voi: se vedete bambini fare lavori pesanti o pericolosi, sfruttati dai genitori, o anche solo mandati ad elemosinare, fatevi anche impietosire ma non date loro soldi, non permettetegli di lavarvi i vetri o che altro, e non esitate a chiamare il 112.

I fenicotteri devono volare, i bambini devono giocare.

Un bambino che gioca

Published in: on venerdì, 25 agosto 2006 at 23.59  Comments (4)  

Fenicotteri rosa

Ieri mattina, all’ingresso del mio quartiere, c’era un omone con baffoni e pelle grinzosa e scura (di chiara origine slava) che osservava quello che era probabilmente il suo figlioletto di all’incirca 7 anni in mezzo alla strada a lavare i vetri delle macchine, mentre lui se ne stava placidamente con le braccia conserte sul marciapiede. La scena mi ha fatto ribollire il sangue nelle vene. Dopo pochi minuti ho chiamato il 112, e questa mattina lo sfruttatore non c’era più.

Forse sarà andato in un altro semaforo, ma spero che anche lì qualcuno l’abbia fermato. Qualcuno potrà dire che non ho risolto niente, che anzi ho messo ancora più in crisi una famiglia bisognosa. Beh, non me ne frega un accidente: cose del genere non le accetto.

Non sono un ingenuo. Un ragazzo che dà una mano ai genitori dopo che ha finito i compiti di scuola non mi infastidisce. Anzi, lo trovo normale, ed in un certo senso ce lo si aspetta. Ma non posso permettere che un bambino rischi nel traffico per guadagnare la pagnotta del padre, neanche se ciò è accettabile nella cultura di chi lo permette.

Nel mio Paese ci sono dei costumi, c’è una morale comune, ci sono delle leggi che aspirano ad esserne lo specchio. Non tutti le rispettano. Ma mi aspetto che tutti quantomeno ci provino: chi sprezzantemente non lo fa, offende il mio essere italiano.

E’ normale che il problema viene sentito soprattutto da chi italiano lo è. Giorni fa, il Ministro dell’Interno Giuliano Amato ha affermato che il 50% dei crimini in Italia viene commesso da Italiani. Io direi più che altro che il 50% dei crimini non è commesso da Italiani. Per la miseria, in Italia siamo circa 55 milioni di Italiani ed un paio di milioni di extracomunitari (gli stranieri comunitari sono una cifra poco significativa)! Esiste un problema immigrazione? Sì o no?
Facciamo il sunto di ciò che sta accadendo negli ultimi tempi in Italia.

  • A Brescia, la 21enne di origine pachistana Hina viene barbaramente uccisa da suo padre, con la complicità di fratello e cognato, perché non era una “buona musulmana”. Le colpe di Hina: non portare il velo, avere un ragazzo italiano (rifiutando il matrimonio col cugino pachistano), insomma comportarsi come un’italiana.
  • A Padova, viene eretto un muro “temporaneo” per separare le diverse comunità di stranieri immigrati. Gruppi di immigrati regolari organizzano ronde contro la criminalità degli immigrati clandestini.
  • Elena Lonati (1983-2006) A Verona, un marocchino rimane ustionato mentre tenta di dare fuoco ad una coppia in seguito ad una lite. Non sembra una notizia strettamente legata al fatto che l’autore è un marocchino, ma negli ultimi giorni apprendiamo anche: sempre a Brescia, un maghrebino ha ucciso il pittore Aldo Bresciani, forse per motivi passionali; ancora a Brescia, una lite tra pachistani si risolve con un morto; a Vigevano, un palestinese ha violentato il figlio di 10 anni dei vicini di casa; di nuovo a Brescia, il cingalese “Camillo” ha ucciso la bella 23enne Elena Lonati; due rumeni ubriachi e senza permesso di soggiorno hanno tentato di rapire una bambina di 6 anni. Per ora non ne ricordo altri.

Ripeto che non si tratta di delitti legati strettamente alla diversa cultura degli immigrati, ma provate a sentire i telegiornali ed a cinicamente contare quanti delitti di natura efferata vengono commessi da cittadini stranieri, e quanti da italiani. Allora non è soprendente venire a sapere che il 31.4% dei detenuti (nel 2003) in Italia è straniero. Brescia è la città italiana con la più alta presenza di cittadini stranieri.

Certo, possiamo mettere tutto in relazione al livello di istruzione (che a volte è sorprendentemente alto), alle condizioni economiche, al degrado in cui si vive. Ma ciò non sposta di una virgola il problema: i flussi migratori vanno regolamentati, perché in Italia c’è benessere sì, ma non è infinito e quel che c’è va conquistato. Se non c’è la possibilità di conquistarlo è inutile illudere la gente.

In virtù di ciò, che sta facendo la nostra lungimirante maggioranza di governo?

  • Promette di abrogare la legge Bossi-Fini, triplicando le quote di immigrati regolari ogni anno (cioè, nessuno è clandestino semplicemente perché tutti vengono regolarizzati).
  • Promulga indulti e rimette in libertà decine di migliaia di criminali per le strade (che stanno tornando in galera a frotte, per la gioia delle forze dell’ordine).
  • Ha al suo interno esponenti che giurano l’abrogazione dei Centri di Permanenza Temporanea (gridando che sono disumani e contro la Costituzione, che evidentemente ritengono talmente avanzata ed attuale dall’aver previsto flussi di decine di migliaia di clandestini già 60 anni fa).

Poi ci si stupisce se stiamo avendo un’emergenza di “carrette del mare” al largo di Lampedusa? In Africa l’Italia dev’essere ormai visto come un Paese dove una volta sbarcati la possibilità di farla franca è praticamente certa. E la situazione di Padova sa già molto di banlieu parigina.

A condire tutto questo, una chicca: a Chieti, il gip Marco Flamini ha rimesso in libertà un algerino accusato dello stupro di una 17enne per mancanza di pericolo di fuga (!). Fa impressione che un tale individuo arrivi a fregiarsi del titolo di “giudice”. Per fortuna pare che Mastella non l’abbia presa bene (quanto aspetteremo per vedere gli ispettori anche dalla Forleo?).

Io amo la mia terra, e proprio per questo mi batto perché ci siano regole precise per ci vuole venire a goderne con me. Al momento, gli unici flussi migratori che lascerei liberi da ogni restrizione sono quelli dei bellissimi fenicotteri rosa.

Fenicottero rosa

Published in: on giovedì, 24 agosto 2006 at 23.42  Comments (1)  

Di tutto un po’, II

Delle genti che popolano l’Europa moderna, i Francesi sono di sicuro tra i più strani. Ricordare che il loro sistema di pronuncia dei numeri è alquanto singolare è come sparare sulla Croix-Rouge: per indicare “1997”, loro dicono “10 900 4 20 10 7”, che sembra più un numero di partita IVA più che un Anno del Signore. Non azzardatevi a chiedere un bacio ad una ragazza d’Oltralpe con “baise moi”, perché vi mollerà uno schiaffone: pur significando letteralmente “baciami”, viene comunemente inteso come “scopami”. Non presentate un vostro amico come “mon ami”, o rischiate che vi prendano come una coppia di fidanzati gay. Mi chiedo ora se “forza, colpiscimi!” non venga inteso come “forza, prendi un fucile a canne mozze e fammi saltare le cervella dopo avermi pestato con una spranga arrugginita!”
La cosa più ironica riguarda però il loro leggendario sciovinismo nazionalistico: sono tra i popoli più razzisti d’Europa (forse dopo gli slavi), per cui un originario della Guadalupe non può essere francese anche se il passaporto dice il contrario. Però se si tratta di tifare i bleus diventano tutti enfants de la Patrie, algerini, senegalesi, tunisini o guyanesi che siano, e si stracciano le vesti a difendere un gesto ingiustificabile come quello di Zidane.
Però i Campioni del Mondo siamo noi, e quattro volte loro. Tié!

Ieri mi sono pesato in farmacia: 99.8 kg, sono sceso sotto i 100. Secondo quel giuda del pesapersone dovrei perdere altri 10 chili. Beh, comunque sono soddisfatto. Ritengo di avere un buon corpo, cerco di non rovinarlo. Attività fisica quando posso, non fumo, non bevo: è un buon inizio. Mi manca solo da regolarmi un po’ col cibo, ma per quello è dura…

A quanto pare, Angelo Frammartino è stato ucciso da un suo coetaneo, che però l’aveva scambiato per ebreo. Sarà che l’ha visto andare in giro liberamente con quattro ragazze, chissà. In ogni caso, questo sviluppo della vicenda cambia molte cose e toglie valore a molto di ciò che ho scritto in proposito. Resta il fatto che la Palestina è una terra difficile, dove la fratellanza ed il rispetto tra i popoli sembrano essere parole da un altro mondo. Angelo era un ragazzo italiano, e la sua morte ha fatto scalpore; mi chiedo però quanti ragazzi ebrei siano caduti nel frattempo. Di loro è molto improbabile che avremo notizie.

In una radio su Internet ho scoperto questo gruppo, gli Sleepthief: un interessantissimo mix tra le sonorità degli Enigma e dei Secret Garden. Il loro album di esordio, The Dawnseeker, è di questo giugno: sarà un’impresa trovarlo in Italia. Molto belle le tracce Eurydice, Tenuous (di cui sono presenti i video nel sito), Sublunar e The Chauffer. Ma insomma, mi piace tutto. Dateci un’ascoltata, se gradite il genere.

A quanto pare sono in molti ad essere d’accordo a vedere l’Italia alla guida della missione Unifil in Libano: oltre ovviamente a Prodi e tutto il governo, abbiamo il Libano stesso ed Israele. Molta gente, pure troppa. Fa venire il sospetto che stiano scaricando una patata bollente, tanto bollente che un sacco di Paesi tentennano a mandare i propri soldati nella zona, Francia in primis nonostante il ruolo primario svolto finora. Parisi invece è pronto a mandare migliaia di uomini, ma forse si sta accorgendo (magari un po’ tardi) che c’è qualcosa che non va…

Oggi ho giocato a calcetto, in uno di quei campi in erba sintetica alta con fondo in gomma triturata. Mi piace molto giocare su quei manti, il problema è che i gommini s’infilano ovunque, e la cosa è ancora più grave per me che sono portiere. Mi finiscono anche nelle mutande, e lavandomi i denti me ne sono trovato uno anche in bocca. Bleah.
Vabbé, questa me la potevo risparmiare. Però giochiamo a calcetto tutti quanti!

Published in: on martedì, 22 agosto 2006 at 23.59  Comments (1)  

Falci, martelli e fucili

Di tutte le cose assurde che ho sentito dire riguardo al conflitto tra Israele ed Hezbollah (e non Libano, per quanto sia comunemente inteso), oggi ne ho sentite alcune tra le più aberranti. Ma non in senso assoluto, perché a quelle non pare esserci fine (basti pensare solo al fatto che esistano organizzazioni come Hezbollah), ma in relazione a chi le ha dette. Infatti non si tratta di capi terroristi, né di comandanti di guerriglieri, e neppure di rappresentanti di Stati di comprovata nequizia ideologica tipo Siria o Iran.

No, si tratta di gente che ha un posto in Parlamento o al Governo. Dico, qui da noi, in Italia.

E così il nostro fermissimo Ministro degli Esteri Massimo D’Alema afferma che le nostre truppe non andranno in Libano a disarmare Hezbollah, ma a “coadiuvare l’esercito libanese ad acquisire piena sovranità nel Sud”. Mi chiedo davvero se crede veramente in quel che dice, o se voglia prendere in giro qualcuno. Il governo libanese sta mandando 15 mila riservisti nel Sud, in aree mai toccate dalle divise dell’esercito regolare, e forse con essi spera di riacquisire alcunché di autorità? Si ha a che fare con uno Stato nello Stato, il momento di fiaccarlo è proprio ora che è indebolito, e invece non si alza un dito neanche per disarmarlo.

La cosa più assurda viene dopo: D’Alema ipotizza come unica prospettiva realizzabile “l’integrazione di Hezbollah nella forza armata regolare libanese“. Cioè, costui prospetta che dei terroristi facciano parte a pieno titolo di un esercito regolare? Ma tanto vale che li facciamo entrare anche tra i Caschi Blu?

Il simbolo di HezbollahGli fa eco quel grande esperto di crisi internazionali di Diliberto, che afferma che bisogna “trattare con chi rappresenta pezzi significativi di questo mondo” come Hezbollah. Ora, vorrei chiedere al caro Oliviero, chi rappresenta Hezbollah? In nome di chi prende le armi? Con che metodi?

Il problema con questi cialtroni, però, è che loro, nonostante tutte le evidenze, non considerano Hezbollah come una forza terroristica. Del resto, vale lo stesso anche per l’ONU, che pare essere per loro l’unica fonte di Verità in questo campo. La stessa ONU, però, che nel settembre 2004 impose al Libano di disarmare tutti i gruppi guerriglieri sul territorio libanese. Ora, non solo i nostri rappresentati nel mondo hanno detto che non alzeremo un dito per fare ciò, ma c’è da scommetterci che non vogliano affatto il disarmo dei “soldati di Dio” in senso assoluto. Le Nazioni Unite, evidentemente, si chiamano in causa solo quando fa comodo.

Per fortuna sembra esserci un po’ di ragione nel governo, rappresentata dal Ministro della Difesa Arturo Parisi, che al di là del rimarcare che disarmare Hezbollah è “compito primo” del governo libanese, afferma come ci possa essere il rischio che i nostri soldati quei grossi pezzi di metallo che si portano appresso li possano anche usare. Propongo, a questo punto, che per alleviarli dalle loro fatiche si sostituiscano i pesanti fucili con delle più leggere fionde.

La situazione è già molto critica di suo ed i nostri politicanti al potere non aiutano a chiarirla. Il mio giudizio sull’operato di Israele è alquanto in sospeso, perché pur avendo ottenuto un netto indebolimento di Hezbollah, non ha ottenuto ancora niente di definitivo. Olmert ora deve fare la voce grossa ed imporre con forza il disarmo di Hezbollah anche con l’aiuto del contingente dell’ONU (sarà dura), e solo così avrà ottenuto un risultato migliore del rilascio dei due soldati rapiti (che potrà riscattare dopo). Ma ancora non si sa neppure come e quando ci sarà la forza multinazionale. Addirittura ci sono voci che la Francia, quella che finora aveva condotto le operazioni della forza UNIFIL già presente in Libano, potrebbe mandare solo un contingente simbolico, intervenendo tutt’al più con logistica esterna alla missione. Ho paura di pensare cosa potrebbe fare l’Italia, allora.

Purtroppo stiamo già partendo col piede sbagliato. Fa bene Berlusconi a premere per il disarmo di Hezbollah, ma il voto in Parlamento è vicino, troppo, per avere margine di trattative e chiarimenti. Come al solito le cose fatte in fretta escono male.

Published in: on giovedì, 17 agosto 2006 at 23.59  Comments (4)  

Ferragosto nel deserto

Perché in sostanza è quello che è successo ieri in Sardegna. Per un turista, o anche un povero cristo qualsiasi, trovare un negozio qualsiasi aperto era come trovare un’oasi nel deserto.

Con tutti i proclami felici della Confcommercio, che rimarcava con compiacenza che il 75% degli alimentari sarebbero stati aperti a Ferragosto (in netto miglioramento rispetto all’anno passato), il geniale governatore della Sardegna Renato Soru cosa fa? Impone la chiusura di tutte le attività commerciali sul territorio regionale. Vuoi comprare un po’ di prodotti tipici della Sardegna? Torni un’altra volta. Ti servono dei cerotti? Ti cerchi la farmacia di turno. Vuoi una bottiglia d’acqua per combattere la calura estiva? La paghi tre volte tanto al bar. Semplice, no?

E questo strenuo difensore del popolo in ferie, tanto da imporre la vacanza forzata, si aspetta anche che la Sardegna diventi un’attrazione turistica? Dopo l’assurdo decreto che rapina fior di quattrini ai possessori di barche più lunghe di 18 metri per l’attracco in Sardegna (fatto che ha decretato un netto calo delle presenze del turismo più ricco nella regione, Capri e Portofino ringraziano), dopo il decreto “salvacoste” che di fatto impedisce la realizzazione di qualsiasi nuovo edificio vicino ad una qualsiasi estensione d’acqua, dopo il salasso praticato ai possessori di seconde case non residenti in Sardegna, ecco la nuova genialata. L’ultima follia di Soru, che proprio non ne combina una giusta ed a questo punto sfugge anche il motivo più recondito delle sue azioni. Anche tentando di ragionare con il cervello più contorto e populista, non si riesce a trovare il nesso.

E poi non ci si dovrebbe lamentare se l’economia rallenta? Il settore edilizio ha subito una brusca frenata dopo l’ascesa al potere di questo emulo di Zapatero, e della continuità territoriale per i voli si è persa la speranza ormai da tempo. C’è solo da tremare al pensiero di cosa potrà fare l’ex patron della Tiscali in combutta con l’attuale governo di centrosinistra. Già si vocifera che (forse in una crisi di integralismo religioso) voglia estendere la chiusura delle attività commerciali anche a tutte le domeniche.

Per fortuna c’è gente che non gli dà retta. I sindaci di Castelsardo, di Alghero e di Olbia, insieme ad alcuni altri comuni, hanno consentito con una delibera comunale di fregarsene dei ragli di Soru. Il quale si sta facendo talmente tante antipatie che, c’è da scommetterci, verrà ben presto scaricato dalla sua coalizione e dimenticato da tutte le altre forze politiche. Tipo Nichi Grauso.

Published in: on mercoledì, 16 agosto 2006 at 23.59  Comments (6)  

È scoppiata la pace!

Fatemi capire: questa è quella che vorremmo far diventare pace duratura? Benissimo. Permettetemi però di dubitarne.

Per recapitolare: nel 2000 Israele, che fino a quel momento aveva truppe stanziate nel sud del Libano, ritira il suo esercito, e tale ritiro è sancito dalle Nazioni Unite. Nel settembre 2004 viene approvata la risoluzione 1559, che impose alla Siria di ritirare le sue truppe dal Libano e di non intervenire più nella politica libanese; al Libano di estendere la sua egemonia militare su tutto il territorio; alle milizie sul territorio libanese (compresi i guerriglieri Hezbollah) di sciogliersi. Una forza dell’ONU di 2000 unità avrebbe garantito l’adempimento della risoluzione. Un grande passo avanti, se si fosse completato. (Di fatto qualche buon risultato lo portò: dopo l’assassinio del’ex premier libanese Hariri per mano siriana, i Libanesi manifestarono duramente contro l’ingerenza siriana nella politica del Libano, e poco dopo la Siria ritirò le sue truppe dal territorio confinante. Probabilmente la risoluzione ONU da sola non sarebbe bastata, ma forse neppure il solo assassionio di Hariri.)

La Siria si ritirò, tuttavia il Libano non fece nulla o quasi per imporre la sua autorità su tutto il territorio, e anzi i miliziani Hezbollah continuarono con i loro attacchi di razzi sul territorio israeliano. Questo per ricordare ancora una volta quanto inefficace siano le Nazioni Unite quando c’è da risolvere una diatriba o prevenire un conflitto… In realtà, poi, il Libano ha sempre trovato Hezbollah molto comoda per i suoi interessi, perché in conflitto con Israele che, a detta del governo libanese, occupa ancora del territorio del Libano (la zona oggetto della disputa è una parte settentrionale delle alture del Golan, che sarebbero in teoria territorio siriano; tuttavia la questione è irrilevante perché, come ho già detto, già nel 2000 l’ONU ha dichiarato completo il ritiro delle truppe israeliane dal Libano). In definitiva, per il Libano Hezbollah non è composta da “guerriglieri” ma da “resistenti”. Le Nazioni Unite si devono ancora pronunciare riguardo a queste assurdità, ma ad aspettare i comodi dell’ONU ecco che succedono i casini, ed il 12 luglio scorso Hezbollah attacca Israele con il preciso scopo di creare ostaggi di scambio. Il conflitto inizia.

Quel che di più mi ha impressionato di questa breve guerra è il livello tecnologico raggiunto dai miliziani Hezbollah: hanno mostrato di avere anche “droni”, cioè velivoli spia senza pilota. Si tratta ancora di poca roba rispetto a quanto può mostrare Israele (per dirne una, l’équipe isrealiana di Intel ha appena sfornato il miglior processore sul mercato…), ma certo fa pensare a quanti stanno dietro ad Hezbollah in maniera attiva.

Altre note rimarchevoli:

  • Come tutti gli ultimi conflitti che coinvolgono Paesi democratici, si combatte anche sul fronte mediatico. Manipolazioni ad arte della realtà sono comunque all’ordine del giorno. Particolare è la polemica che ha investito la Reuters, che ha mostrato foto palesemente “taroccate” al computer da parte di alcuni suoi reporter, al fine di gettare discredito su Israele. Di questo, in Italia non se ne parla.
  • Mi chiedo come anche in Paesi civili, come può essere il nostro, ci sia gente che appoggi apertamente Hezbollah. Si tratta di miliziani che non si sono fatti scrupolo a farsi scudo umano della popolazione civile, e che non esitano ad usare bombe a grappolo (vietate dalla convenzione di Ginevra).
  • E mi chiedo anche cosa aspetti l’ONU a dichiarare Hezbollah un’organizzazione terroristica. Un altro 11 settembre?

Ma tutto questo è finito. Oh gaudio, oh tripudio. Dopo il penoso fallimento della conferenza di Roma dello scorso 27 luglio, di cui il nostro governo è andato così tanto fiero, ecco la risoluzione 1701 dell’ONU, accettata da tutti gli schieramenti. Israele sta ritirando le sue truppe dal sud del Libano, e nessun razzo viene più sparato. Una forza internazionale di 15 mila caschi blu verrà dispiegata nelle zone del conflitto.

In definitiva, per Israele è un buon colpo messo a segno, perché in teoria non dovrà sborsare di propria tasca per mantenere la sicurezza nella zona controllata dal “Partito di Dio”, anche se non tutto l’arsenale Hezbollah è stato distrutto. Intendiamoci, è comunque un lavoro lasciato a metà: non si sa ancora se e quando i miliziani verranno disarmati, non è noto come verrà impedito loro di rifornirsi e ricostituire le basi, la questione del Golan è ancora da risolvere. Ma forse è un passo importante verso una resa dei conti, perché tutti stanno mano a mano gettando le maschere e scoprendo le loro carte.

Secondo D’Alema questo conflitto non ha portato a niente. Secondo me, ha portato abbastanza, cioè quanto questo mondo di diplomatici burocrati e di assassini terroristi è in grado di permettersi. Come mia previsione, dico che entro il 2010 Isreale sarà di nuovo costretto ad invadere il Libano, e forse allora sarà la volta di fare la voce grossa anche con la Siria.

Published in: on lunedì, 14 agosto 2006 at 23.59  Comments (2)  

Angelo caduto

Ieri sera un giovane è morto. Era in Palestina in pace, a collaborare con un campo estivo per bambini palestinesi tra 6 e 14 anni. Ed è stato ammazzato, presumibilmente da un terrorista palestinese.

Angelo Frammartino (1981-2006)Angelo Frammartino era un comunista, un pacifista, un filopalestinese. Sono tutti caratteri che normalmente mi fanno rabbrividire, ma a lui riconosco che le sue convinzioni non le ha lasciate solo vuote parole, ma con coraggio è andato in una terra pericolosa per metterle in atto. A Gerusalemme c’era andato per portare pace, con i suoi modi, con la foto di Arafat nel taschino, con la falce e martello nel cuore ma c’era andato: non era uno dei tanti che si riempiono la bocca di belle parole perché è facile finché sei lontano mille miglia, e poi basta.

E chissà se Angelo si sarà reso conto di parlare con parole che non potevano suonare più vuote in altri posti, più assurde, più blasfeme. I bambini, probabilmente loro avrebbero prestato orecchio. Ma chi ha succhiato l’odio con il latte della madre ed è cresciuto con tale livore nel sangue, come può accettare il concetto di “pace”, di “fratellanza”? E non l’ha fatto. Ha dato tre coltellate alla schiena di Angelo, ed è scappato.

Adesso c’è chi pensa che Angelo sia un eroe. A mio avviso non lo si può ritenere tale, perché Angelo non è andato lì per combattere, non era nei suoi progetti quello di mettere a repentaglio la sua vita. Voleva insegnare, educare, aiutare: che c’entra col terrorismo? Un martire. Sì, Angelo è più un martire. Mi chiedo però se mai verrà inteso il suo significato della sua morte.

Temo di no. I suoi colleghi della scuola estiva sono già rientrati in Italia…

Aggiornamento: pare che l’assassino di Angelo sia un ragazzo di appena 16 anni. La situazione pare ancora più grave, e triste.

Published in: on venerdì, 11 agosto 2006 at 23.28  Comments (2)  

Il ritorno della sezione.

Salve gente! Era un po’ che non scrivevo sul blog, esattamente un mese. Colpa di notevoli impegni che si sono frapposti fra me e la concentrazione necessaria per scrivere quelle due parole giornaliere. Beh, nel frattempo mi sono laureato! 😀

Comunque, tanto per riprendere, ecco le immagini che avevo promesso sulla finale dei Mondiali:

Cannavaro alza la Coppa al cielo! (ATP)

Adieu Zizou! (ATP)

E oggi mi sono per l’appunto rivisto su Sky la finale: è sempre un’emozione! Chissà se sarà lo stesso tra 24 anni, quando vinceremo la prossima? 😉

(In realtà, la questione sta così: si è notato che dal 1970 facciamo una finale mondiale ogni 12 anni, che perdiamo se è contro il Brasile e vinciamo se è contro un’europea. Ma dato che credenza popolare vuole che ogni regola sussista finché qualcuno non si accorge che sussiste, ecco che possiamo vincere il Mondiale di nuovo già tra quattro anni! :D)

Published in: on mercoledì, 9 agosto 2006 at 23.59  Comments (3)