Lettera ad uno spirito mai morto

Perché non può morire uno spirito come quello di Oriana Fallaci, rivoluzionario ed indomito, scomodo ed amato. Oriana è deceduta ieri a Firenze, consumata dal cancro, ma a noi ci resta ben oltre che il suo corpo: ci rimane la scossa vitale che ci ha saputo dare in questi decenni, ed è pronta lì, per essere raccolta. E non mancheremo di farlo.

Nei tempi in cui si dà la patente di “grande giornalista” a gente come Marco Travaglio e Michele Santoro, lei le sue storie non ha avuto bisogno di raccontarle da una scrivania, ma coraggiosamente in giro per il mondo. Le sue provocazioni hanno destato scalpore ovunque.

Oriana Fallaci (1929-2006)

Negli ultimi anni è stata di sicuro la giornalista più detestata in Italia, con le sue invettive contro l’islamismo e per le sue idee di lotta al terrorismo islamico. Idee coraggiose, come sempre, che l’hanno fatta rinnegare dai suoi compagni, dai suoi colleghi. Ora è facile incensarla, quando prima dileggiarla era quasi uno sport. E non bastano le frasi glissanti di Furio Colombo, che candidamente non commenta l’ultima fase della vita di Oriana solo perché in disaccordo. Allora, cosa ha capito Furio Colombo di Oriana Fallaci? O è solo l’adulatore dell’ultimo (o meglio, del postumo) minuto che non perde l’occasione di far vedere com’è bello far parte dell’intellighenzia?

Personalmente preferisco essere più umile e cercare di apprezzare quel che posso capire di una personalità così complessa. Mi chiedo cosa avrebbe detto oggi Oriana Fallaci di fronte al nuovo, eppur medievale e barbarico, attacco delle frange integraliste islamiche contro il Papa e le parole di recente da lui pronunciate. Non posso fare a meno di notare un’evidente escalation dello scontro culturale, ed un netto cambiamento nel modo di intepretare le parole altrui. Sino a qualche anno fa, le parole di Benedetto XVI contro la giustificazione religiosa di un qualsiasi atto violento sarebbero state apprezzate e condivise. Oggi vengono aspramente criticate, e lasciano aperte le porte ai proclami dal sapore terroristico contro tutto il mondo cristiano. Che vergogna.

Ed io temo. Temo per il Papa, ma è il meno. Temo per Roma. Temo per gli Italiani, con un governo con le braghe perennemente calate di fronte alle barbarie. E temo per i cristiani in tutto il mondo che hanno sempre cercato di vivere in pace, professando la pace ed offrendo la pace anche dove c’era la guerra e l’odio. Altro che bandiere colorate fuori dalle finestre.

Il medioevo avanza, in molti stanno scoprendo le proprie carte, non è proprio questo il momento di nascondersi. Grazie Oriana.

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Published in: on sabato, 16 settembre 2006 at 21.24  Lascia un commento  

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