Vae victis!

E così qualche ora fa l’ex dittatore dell’Iraq è stato giustiziato. La sentenza è solo di qualche giorno fa, neanche è stato necessario giungere al verdetto per il genocidio di 180 mila Kurdi.

Al di là del fatto che sono contrario alla pena di morte per una serie di ragioni che non sto a spiegare, devo arrendermi al fatto che probabilmente nulla avrebbe impedito una tale sentenza dettata dal popolo iracheno. Penso che oltre ad esprimere la propria contrarietà, tutte le altre azioni dal mondo occidentale in questo senso, tipo manifestazioni e scioperi della fame, siano perfettamente inutili: perché se è vero che in Europa il concetto di sacralità della vita e contrarietà alla pena capitale è diffuso e radicato, in Iraq no, per nulla. In Iraq ci sono di continuo attacchi armati, kamikaze e non, contro soldati o civili inermi: il valore della vita è diverso e ci dobbiamo rassegnare a questo. Non è una cosa che si cambia dall’oggi al domani.

Che Saddam Hussein fosse un farabutto penso non ci siano dubbi, ma credo anche che il suo processo sia stato piuttosto “a senso unico”: la sentenza di colpevolezza era già stabilita, la modalità della pena una diretta conseguenza della situazione sopra descritta. Ancora una volta la Storia ci insegna: vae victis, cioè guai ai vinti. Lo disse Brenno quando calò dalle regioni galliche sino a depredare Roma stessa nel IV secolo a.C. Lo stesso accadde, ad esempio, al processo di Norimberga, dove diversi gerarchi nazisti (certamente molti dei quali macchiatisi di atrocità) subirono di fatto un processo ingiusto e furono accusati di misfatti compiuti da altri eserciti (in primis, l’Armata Rossa). Addirittura si può arrivare a non avere neanche un processo, come capitò a Benito Mussolini (senza contare l’essere appeso a testa in giù in pubblica piazza, più che l’esecuzione in sé fu quello un atto di barbarie indegno della civiltà italiana). C’è da dire che l’imparzialità di un processo è una chimera che è difficile da ottenere in Italia stessa, ma vabbé…

Dunque, ancora oggi la storia la scrivono i vincitori: c’è solo da sperare che i “vincitori” siano quelli “giusti”, con tutti i limiti soggettivi che questa speranza può portare. Per quanto riguarda me, figlio dell’Europa moderna e democratica, è andata bene ancora una volta, anche se ne critico i modi. Ma almeno io lo faccio, in quanto amante della Giustizia in sé e non come strumento del vincitore. C’è chi questi dubbi non se li pone: occlusi, adombrati fanatici.

Un altro motivo, direi il più concreto, per cui sarebbe stato meglio tenere in vita Saddam Hussein è il timore di reazioni da parte dei sunniti ed il nuovo rischio di una guerra civile. Tuttavia, la conclusione non è scontata, perché ci sono altri fattori che farebbero credere che dopo le fiammate iniziali in effetti la situazione potrebbe volgere di più verso la normalità. Insomma, l’impiccagione di Saddam Hussein non è altro che l’ennesimo capitolo, e certamente non il conclusivo, di una storia che pare ripetersi ma che comunque si evolve.

Ulteriore nota stonata è rappresentata dalle affermazioni del colonnello Gheddafi, secondo il quale il processo a Saddam Hussein è stato illegale e gli Stati Uniti ed il Regno Unito dovrebbero essere a loro volta processati per questo. Detesto Gheddafi. Detesto ancor di più che l’Italia sia così commercialmente dipendente (per via del petrolio) dalla Libia. E tutto questo non porta che ad un altro discorso…

Aggiornamento 1/1/2007: A quanto pare, la Libia ha dichiarato ben 3 giorni di lutto nazionale per la morte di Saddam Hussein. Non ho parole. Ne ho giusto qualcuna per quei geni di Massimo D’Alema e Marco Pannella (al sesto giorno dello sciopero della fame e della sete, come al solito argomento dalla sua schiera abusato nonché finto, perché sta fin troppo bene), che vogliono chiedere una moratoria della pena di morte. Ma, c’è da chiedersi, a chi?! Alle Nazioni Unite? Non so se ridere o se piangere. Inutile dire che tra i membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU ci sono due nazioni che applicano la pena capitale, di cui una (la Cina) vera macellaia che la applica anche per reati come il furto, per non parlare di tutti quegli Stati che la applicano per “reati” come l’adulterio e l’apostasia. E allora, perché tale azione? Perché ci sono? Perché ci fanno? Perché vogliono fare la figura dei verginelli di fronte al mondo? Come se Saddam Hussein valesse più di Safiya Husaini (cercate su Google chi è).

Published in: on sabato, 30 dicembre 2006 at 11.40  Comments (1)  

Di tutto un po’, V

Un altro “Di tutto un po’”? Ebbene sì, è quanto mai adatto perché domani parto con la mia famiglia per Cogne. Sì, certo, ora viene la battuta facile… 😉 Ma Cogne è un paesello che conosco da due decenni e bisogna dire che è veramente un gioiellino. Magari al ritorno posto qualche foto.

Comunque, inizio riprendendo il discorso di ieri: si è appresa oggi la notizia che a Welby non verrà concesso il funerale religioso. Mia modesta opinione: hanno fatto male. Ormai a qualunque suicida non si nega un rito religioso, in virtù proprio del presupposto dolore che ha spinto una persona a togliersi la vita. Welby non era certo differente sotto questo punto di vista. E’ comunque chiaro che la curia ha voluto timore che la cosa prendesse piede, ma lo trovo retrogrado in ogni caso.

In questi ultimi giorni è stata evidenziata dalle cronache locali (e pettegole, c’è da dire) il caso di un professore (tra)vestito da donna, in classe durante le lezioni. A me personalmente avrebbe fatto senso, e avrei fatto richiamare il docente all’ordine. Ma prima che esprimessi un’opinione, sentendo la notizia al telegiornale mio padre è sbottato: “Embé?! Ma di che si stupiscono? Non sta accadendo lo stesso in Parlamento?!” Cristallino. (Naturalmente con tutte le distinzioni dei casi: tal professore risulta essere sostanzialmente un esibizionista più che un vero “transgender”.)

L’Inter continua a vincere e stavolta anche a convincere: sono 10 vittorie di fila. Mai accaduto nell’era Moratti. Bella forza, qualcuno dirà: sono tranquilli, non c’è la Juve. Il Milan ha fatto una campagna acquisti tipo Albinoleffe, mentre Fiorentina, Palermo e Roma non hanno lo spessore di una squadra da vertice assoluto (e la prima ha pure un bel -15 in classifica). Sembra proprio l’anno dell’Inter, anche se otto mesi fa niente avrebbe fatto pensare ad un cambiamento così drastico.
Com’è accaduto? Sembra troppo improvviso, compreso quello scudetto a tavolino cucito sulla maglia. Chi l’ha deciso quello scudetto? Che domande, Guido Rossi! Attuale presidente della FIGC, e guarda caso ex dirigente dell’Inter. Già, ma perché l’avvicendamento? Per via di Calciopoli. E com’è cominciato il tutto? Con le intercettazioni della Telecom. E chi c’è al capo della Telecom? Tronchetti Provera, vicepresidente dell’Inter!
Già, ma qualcuno potrebbe obiettare: la teoria del complotto non regge perché non era mica sicuro che Rossi finisse presidente della Federcalcio. Infatti: ci vuole qualcuno che ce lo metta, tipo un ministro dello sport accondiscendente e politicamente vicino. Mica si poteva fare con un governo Berlusconi, ma scherziamo! Ed infatti quand’è iniziato tutto? Intorno a maggio, con il nuovo governo di centrosinistra fresco di formazione. Aggiungiamoci che alla Fiorentina hanno condonato soli 4 dei 19 punti di penalizzazione mentre al Milan neanche uno, ed ecco che il cerchio si chiude.
Fantacalcio? Certo, senza dubbio. Ma io non faccio altro che 1+1+1+1, che magari non fa proprio 4 perché non stiamo facendo matematica, ma a mio avviso un qualcosa di verosimile c’è. La cosa più triste è che anche senza Juventus gli arbitri perseverano a sbagliare (anche clamorosamente), si continua a parlare di complotti ed ora c’è chi dice che siano i nerazzurri i nuovi “protetti” dai poteri forti del calcio.
Mah, almeno ci abbiamo guadagnato un Mondiale 😉

Avrei voluto dire qualcosa riguardo all’operazione di Berlusconi e agli incoraggiamenti di Prodi agli Italiani, o meglio avrei voluto disegnarlo, ma il tempo mi è sfuggito via. Quindi ci risentiamo tra qualche giorno e… Buon Natale! 😀

Published in: on sabato, 23 dicembre 2006 at 1.40  Comments (2)  

Miserunt ad Te

Alla fine Piergiorgio Welby è morto: un medico ha, come si dice, “staccato la spina”.

Immagino già i prossimi giorni: si farà un gran parlare di quanto sia legittima la volontà di Welby, se sia giusto condannare il medico che ha compiuto il gesto, si aprirà il dibattito etico.
Personalmente non mi voglio sbilanciare più di tanto in queste affermazioni: premetto che sono cristiano di educazione cattolica, anche se questo sembra essere passato di moda. Non posso accettare l’eutanasia più semplicistica, anche per problemi pratici che potrebbero arrivare a giustificare un “banale” suicidio per depressione. E tuttavia il rigore dottrinale vacilla di fronte ai grandi dolori, che tolgono la speranza e la voglia di lottare, ed impediscono il pensiero lucido. A dire il vero, la Cristianità accetta questo non da oggi, ma da parecchio. In ogni caso non voglio farmi il portavoce del Vaticano.

Piergiorgio Welby era certamente uno che soffriva, come purtroppo tanti nella sua condizione, ma lui ha rifiutato di netto la sua condizione, ha deciso che tra la vita e la morte era la prima che gli faceva più paura, ha avuto la faccia tosta di scuotere le nostre comode vite di persone dotate di movimento autonomo ed alla fine ha aperto uno squarcio nelle nostre teste depresse dalla prossima Finanziaria.

Personalmente, ritengo che ogni uomo, in quanto facente parte di una società, non possa essere del tutto libero di fare al proprio corpo ciò che vuole. In quanto esseri sociali, abbiamo nei confronti dei prossimi dei diritti ma anche dei doveri e delle responsabilità. Forse non è un pensiero liberale, ma è umano per chi in vita ci resta. Detto questo, Welby non aveva certo molti mezzi per affrontare doveri e responsabilità, e tuttavia pur in quelle condizioni è riuscito a creare un bel po’ di reportage televisivi: niente male per uno immobile nel suo letto ospedaliero.

Inoltre, i medici asserivano che non c’era “accanimento terapeutico” su Piergiorgio Welby e che(come riescano a stabilirlo non lo so) non era depresso. In sostanza, in tanti nelle sue stesse condizioni decidono di andare avanti, pur nella sofferenza di una malattia devastante come la distrofia muscolare progressiva. E allora, quali sono le condizioni per definire “legittima” l’interruzione della terapia? Alcuni si lamentano di un “vuoto legislativo” che, a mio parere, è ben difficile da colmare, perché oltre una certa soglia si entra in un’area di indefinibilità che può portare giocoforza a pareri discordanti, cui neanche l’opinione del malato stesso può porre fine in quanto puramente soggettiva. E a me non piace che un medico si affidi al soggettivo, anzi è opinione tecnica riconosciuta che ciò non dovrebbe avvenire mai.

In definitiva, quel che prevedo è che per le prossime due settimane si continuerà a parlare di Welby nei modi più svariati, si formeranno altri comitati in favore dell’eutanasia o comunque di una legislazione in merito, dopodiché tutto tornerà nell’oblio dell’Italia ebbra dalle ultime feste natalizie prima del salasso fiscale del 2007.

Oh, bene, e con tutto ciò che cos’ho detto? Sembra niente. In realtà è che a mio avviso si sta facendo un caos esagerato e si prendono a volte posizioni troppo estreme, invece di seguire il filo conduttore di un principio generalmente riconosciuto (quello del rifiuto dell’accanimento terapeutico). Il resto deve venir fuori dai responsi medici, perché di meglio non possiamo avere.

Nei dettagli preferisco non immischiarmi, perché un medico non lo sono. Non lo è neanche Marco Pannella e tanti rosapugnati cui non sarà parso vero di avere un’altra occasione per far vedere che esistono. Qui sono cattivo, me ne rendo conto, ma la mia impressione che Welby sia stato trattato da animale politico prima che da uomo, è netta. Ciò non fa che aumentare il mio sdegno verso gli ex-Radicali, che ormai più che portavoce di ideali liberali sono diventati degli squallidi chiassoni della politica italiana.

P.S.: per chi non avesse compreso il titolo, è basato sulle prime parole della nota preghiera funebre in latino: “De profundiis clamavi ad Te, Domine…” Ho sostituito “clamavi” (“hai chiamato”) con “miserunt” (“hanno mandato”). Scusate per la scarsa chiarezza.

Published in: on venerdì, 22 dicembre 2006 at 0.58  Comments (2)  

Di tutto un po’, IV

Uh, che bello! Sta arrivando il Natale! Siamo tutti più buoni! Ehi, ma… perché più buoni? E “Natale” che vuol dire, chi è nato?
Quando ero piccolo mi ricordo che era comune dire in giro ai piccoli che sì, i regali erano belli, ma bisognava ricordarsi che il 25 dicembre era nato il Bambin Gesù. In una scuola di Bolzano, però, pare che se lo siano dimenticati, o almeno vogliono farlo dimenticare. L’idea di proibire i canti natalizi che facciano riferimento a Gesù per non offendere i non cristiani è così assurdo che mi vien difficile da commentare: nella festa che celebra la nascità di Gesù non si deve parlare di Gesù.
In base a cosa non è noto: non mi risulta che, a parte quel paranoide di Adel Smith, qualcuno si sia mai sentito offeso dai canti natalizi. Ma secondo alcuni ben pensanti altoatesini (e magari anche di altrove) pare che sia meglio offendere con certezza i cristiani piuttosto che avere una qualche presunta probabilità di offendere i musulmani.
E allora che facciamo? Liberati da canti come Adeste fideles (addirittura in latino, la lingua dei crociati, orrore!) ed ammaliati da musiche arabe, dopo aver dimenticato Ognissanti per la più allegra Festa del Dolcetto o Scherzetto, trasformeremo il Natale nella Festa dei Panettoni, la Pasqua nella Festa delle Uova di Cioccolato, l’Epifania nella Festa dei Dolcetti nelle Calze e Ferragosto nella Festa del Gelato sotto il sole. Un Bel Paese di cioccolatai. Offesi?

Passiamo ad argomenti più fumosi (o forse altrettanto, visto che a quanto pare in quella scuola di Bolzano paiono tutti ritrattare): i fischi a Prodi e compagnia bella. Tutta una claque, si dice. Sircana (lo scendiletto di Prodi) sa già che dovunque andranno ci sarà sempre un drappello di teppistelli organizzati che si divertiranno a fischiare il Premier ed i suoi ministri. Mica come le “spontanee e democratiche sollevazioni di piazza” che c’erano durante il governo Berlusconi. D’altronde, Sircana di fischi non ne sente (qualcuno gli dica di andare da un otorino, ha dei problemi con le alte frequenze).
Il Paese, comunque, dicono, si renderà conto della bontà della Finanziaria 2007. La manifestazione del 2 dicembre scorso per Fassino non era significativa, c’erano solo 250 mila persone in piazza, quando nel 2003 il centrosinistra ne ha portate a manifestare ben 3 milioni. Per favore, qualcuno gli dica che ha dimenticato uno zero. Qualcuno gli dica che secondo la Questura nel 2003 in confronto c’erano 800 mila persone. Qualcuno gli dica che tutto questo è accaduto e continua ad accadere senza l’aiuto dei sindacati, loro sì perfetti organizzatori di claque partigiane.
Ma forse qualcuno gliel’ha già detto, ed infatti pare che il buon Piero stia prendendo le distanze dai metodi di Prodi. Sarà che non ha voglia di prendersi responsabilità di una Finanziaria che leverà la pelle dalle mani degli Italiani. E così pure D’Alema, Di Pietro, Fioroni ed altri che cominciano a preoccuparsi di un calo di sondaggi che ha poco del discutibile.

A proposito di sindacati, oggi a Napoli hanno sfilato contro… la camorra. Don Pasquale se la starà facendo sotto, che dite? Un sacco di gente non è andata al lavoro per esprimere il proprio dissenso alla criminalità organizzata, ma ho questa sensazione che in realtà Don Pasquale sapesse già, e che continui ad infischiarsene altamente. La Triplice però non si mette a protestare per una gestione rifiuti che scoppia e per una giunta che non sembra muovere un dito. Quelli rimangono sempre lì. Come Don Pasquale.

Navigando per Wikipedia, vengo informato che il delfino del Fiume Azzurro si è “funzionalmente estinto”. Nel 1986 erano stati stimati 300 esemplari in totale, nel 1990 circa 200, nel 1997 meno di 50, l’anno dopo contati appena 7 e nel 2004 neppure uno. Una piccola riprova che non è dall’Europa, non è dagli Stati Uniti che dobbiamo temere la più seria minaccia ambientale.

Un caro saluto d’addio a Clay Regazzoni. La Formula 1 perde un campione del passato.

Sta passando ora la pubblicità della 3 con Paris Hilton. Ha proprio una faccia da tr..a. Scusate la finezza ma dovevo proprio dirlo, perché non ne posso più di vederla in TV. Che impari a mettersi le mutande più spesso, lei e la sua amica Britney Spears.

Alla fine la Finanziaria 2007 è stata approvata: 162 voti favorevoli, 157 contrari. Le mummie a vita hanno votato sì (Pininfarina assente), De Gregorio no. Notizia di ieri è che è saltata fuori un comma che di fatto era un colpo di spugna per i reati fiscali degli enti amministrativi: la modificheranno entro il 2006. Ma io mi chiedo: lo sanno, almeno loro, che cosa stanno approvando?

Published in: on venerdì, 15 dicembre 2006 at 18.52  Lascia un commento  

Spy story

“Po” non è il fiume e nemmeno Prato… ;)

Va bene, lo ammetto, la vignetta è un giochetto di parole assai banale sul cognome di Mario Scaramella, protagonista della recente “spy story”, ormai sulla via della conclusione in un nulla di fatto. A dire il vero, mi è parso che la caramella sia stata più la storia stessa per i giornalisti, cui non sarà parso vero di poter raccontare questa vicenda in giro e dare sfogo alle più svariate tesi complottistiche, ma tralasciamo questa mia critica verso il giornalismo nostrano, che mai sembra averne abbastanza.

In tutta questa storia cos’è emerso? Sinceramente non lo so. Non ho idea del perché Litvinenko sia stato avvelenato. Mi sorprende che sia stato usato una sostanza tossica così scomoda come il polonio 210. Posso fare giusto alcune considerazioni.

La prima è che Litvinenko sia stato ucciso perché sapeva troppo e qualcuno non voleva che raccontasse certe cose in giro. Sembra un’ovvietà, ma è cosa ben diversa dal dire che non si voleva che Litvinenko scoprisse qualcosa di scottante.

La seconda considerazione è che Scaramella non sia implicato nel suo avvelenamento. Sebbene la sua intossicazione possa essere intesa come una copertura, od un incidente a seguito della manipolazione del polonio, trovo improbabile che una persona come lui, nota al pubblico e già esecutore di incarichi istituzionali, possa facilmente reperire una quantità di polonio sufficiente ad uccidere un uomo, ben 15 mila volte superiore a quella normalmente ottenibile per ricerche di laboratorio.

In ultimo, penso che non c’entri neanche Putin. Voglio dire, per quanto figlio di buona donna sia, e per quanto potere abbia, sono sempre dell’idea che un ex capo del KGB, ed ora uomo più potente della Russia, sappia benissimo come eliminare un uomo dalla faccia del pianeta facendo credere pure a sua madre che si sia ritirato a vita monacale in un convento di frati trappisti.

Published in: on lunedì, 11 dicembre 2006 at 12.36  Lascia un commento  

Kaputt mundi

varphi.gifSiamo brava gente, che vorrebbe passeggiare di sabato per botteghe e pasticcerie. Questa volta però abbiamo un appuntamento a Roma con Silvio Berlusconi. Sentiamo la necessità di difendere la libertà e di lavorare senza essere soffocati dalle tasse del governo. Andiamo tutti a Roma e ci ritroveremo insieme per manifestare. Non è un’abitudine per noi. Non siamo pecore buone per farsi gregge. Non amiamo andare in piazza per gridare slogan o per ascoltare comizi. Non adoriamo il capo, ma ci piace un leader come Berlusconi che sa interpretare le nostre passioni e la nostra avversione per lo statalismo. Questo governo deve cadere. Non per la spallata di piazza, ma per un rigurgito di decenza: non è tollerabile un’alleanza con quanti gridano 10-100-1000-Nassiriya. Noi non siamo prepotenti. Non lanceremo molotov e non scriveremo minacce sui muri. Mica siamo comunisti. Perciò protesteremo civilmente contro un governo che soffoca la liberà sottoponendoci a controlli da Stato fiscale di polizia, trattando artigiani, commercianti, professionisti, imprenditori come criminali. Nella capitale vogliamo dimostrare all’Italia che il centrodestra non è orfano né in declino. E a Silvio Berlusconi che siamo al suo fianco, felici del suo immediato ritorno a casa.

Questo è il messaggio che Vittorio Feltri ha lanciato sulla prima pagina di Libero di oggi. Un messaggio forte e appassionato, forse non molto lucido ma abbastanza diretto nelle sue poche parole. Si rivolge a chi di questo governo si è rotto le scatole. E direi che ne ha ben donde (anche se lo fa solo verso una parte di elettorato; invero ci sono parecchi ex ed attuali ‘coglioni’ che scenderanno in piazza a Roma).

Alla fine questa Finanziaria 2007 è giunta in dirittura d’arrivo ed è dura trovare qualcuno che non sia insoddisfatto almeno per qualcosa. Gli scontenti che non rivoterebbero Prodi ormai si contano a frotte, ma ormai è tardi: avrebbero dovuto pensarci sette mesi fa. La Finanziaria è stata bocciata da tutte le parti dai più autorevoli istituti del settore, l’ultimo dei quali l’OCSE che ribadisce come risanare il debito pubblico con le sole tasse non è mai bene. Tant’è vero che stima ancora oltre il 3% il rapporto tra debito e PIL per il 2007, e poi addirittura in salita di nuovo nel 2008. Lacrime e sangue per cosa?

Ma, oh!, c’è la ripresa! Dopo quattro anni e mezzo, si dice. Ma aspettiamo un attimo: ma che ha fatto questo governo per la ripresa? L’economia viene gestita dalle leggi finanziarie, ed ancora deve arrivare la prima. Gli altri sono piccoli dettagli. Chi si ricorda che magari l’attuale Finanziaria in vigore è l’ultima di Tremonti?

Sono tornato a casa dopo un mese, e ne ho viste davvero di tutti i colori. Avrei voluto scrivere il mio sdegno sul blog ma non ne ho avuto tempo o l’occasione. Tante cose mi hanno provocato risentimento se non addirittura fatto stomacare. Provo ad elencarle?

  • Il PDCI che sfila nel corteo insieme ai vigliacchi che bruciano il fantoccio del milite italiano e gridano “10, 100, 1000 Nassiriya”, con Diliberto che minimizza dicendo che non ha colpa se i soliti “quattro imbecilli”… Magari sarebbe stato meglio non andarci, visto che si sapeva benissimo che gentaglia vi avrebbe partecipato?
  • I vari benpensanti e muftì che protestano per l’istituto elementare di via Quaranta, dove insegnano che la sola religione vera è l’Islam ed appendono fuori dal portone il cartello “La scoula e chiusa” (sic).
  • Le frotte di comici sinistrorsi che improvvisamente hanno tutti una crisi creativa e che per tirare a campare arrivano a penose ed astruse imitazioni di Ratzinger come quelle di Crozza ed a ridere sul malore avuto da Berlusconi, dimostrandosi solo dei faziosi dilettanti.
  • A proposito del Papa, il silenzio assordante della diplomazia europea di fronte al vile ed ignorante attacco portato dai medievali imam di tutto il mondo dopo il discorso di Ratisbona.
  • L’ONU, l’accozzaglia di due centinaia e passa di Stati tra democratici, liberali, laici e repressori, confessionali, terroristi, con il vizio di ficcare il naso tra gli affari israeliani ma di fatto è incapace di fermare o anche solo prevenire un qualsivoglia conflitto (vedasi le armi a Hezbollah, il massacro in Darfur e così via).
  • Le assurdità dette sul ‘caso Luxuria’ (che vuole andare nel bagno delle donne), giunte sino all’aberrante frase di Alessandra Mussolini: “Io penso che ognuno debba essere libero di andare nel bagno che vuole (sic).”

Beh, potrei dirne ancora tante, di grandi e piccole, ma in tutto questo tempo mi sono sfuggite di mente. E’ dura, se le cose non si segnano sa qualche parte. Sono sicuro che i miei amici nell’elenco dei link lì a destra avranno debitamente commentato gli avvenimenti di questi tempi.

Cos’ho fatto negli ultimi tre mesi? Oltre al mio viaggio nei Balcani (molto suggestivo: metterò qualche foto e farò qualche commento), ero in giro a fare concorsi per il dottorato di ricerca. Ho vinto una borsa a Pisa, per cui presto lascerò la Sardegna ed andrò a vivere con quel comunista di mio cugino, che si sta specializzando in Medicina proprio nella città toscana. Questo come nota personale.

E dopo l’appello iniziale dico: vorrei esserci, a Roma, ma il portafogli, per ora, piange 😦. Per chi volesse saperne qualcosa, il corteo parte alle 13 da due punti: dalla stazione di Roma Termini e dal Circo Massimo. Per chi vuole raggiungere Roma in aereo, il treno-navetta da Fiumicino per Termini parte ogni mezz’ora e ci impiega altrettanto, lo potete prendere al secondo piano vicino al Terminal C ed il biglietto costa 11 euro. Per chi arriva in nave, di treni regionali da Civitavecchia per Termini ce ne sono due ogni ora, e ci impiegano un’ora e un quarto, per soli 4.10 euro. Per chi arriva in treno, beh, è facile: basta arrivare a Termini. Visitate il sito di Trenitalia (prima che falliscano). In macchina non so dirvi, se non che, data la folla che ci sarà, vi sconsiglio di prenderla 😉

Published in: on venerdì, 1 dicembre 2006 at 0.16  Lascia un commento