Rosso di sera…

Qui a Pisa e dintorni il tempo è piuttosto brutto, nonostante sia rosso non solo di sera, ma anche di mattina, pomeriggio e notte. Se qualcuno non ha ben idea di cosa sia una “regione rossa”, trova il classico esempio in Toscana. La quantità di manifesti abusivi e non, scritte sui muri e bandiere adesive, tutto di sinistra e direi massimalista, è soverchiante.

Questa mattina sono andato in facoltà, al Dipartimento di Matematica “Leonida Tonelli”, dove farò il mio dottorato di ricerca. La Matematica dovrebbe essere la meno politicizzata delle discipline, nonostante nomi di celebri matematici di noto indirizzo politico, sia da una parte (mi vengono in mente i conservatori Cauchy e Fermat) sia dall’altra (come il giacobino Galois ed il comunista Caccioppoli). Anche un matematico non vive di sola Matematica.

In ogni caso, anche nel Dipartimento di Matematica a Pisa il numero di manifesti politici, tutti rigorosamente di sinistra, è decisamente elevato. In particolare, uno di essi ha attirato la mia attenzione: era un foglio di tale Movimento Leninista Proletario (o giù di lì) che analizzava la situazione del Medio Oriente. Uno si chiederà perché in un’università non parlano di ricerca ed università, ma è un’altra questione.

Si vedeva sin da subito il nobile intento di inquadrare la situazione politica ed economica della zona in un’ottica il più vasta possibile, senza aprioristicamente dare la colpa di tutto agli Stati Uniti. È chiaro che non ci si può aspettare un miracolo, per cui se si accennava ai problemi del popolo palestinese, non v’era menzione di quelli degli Israeliani, che dall’istituzione di Israele subiscono attacchi ad una frequenza da incubo, ma già frasi come “chi pensa che in Israele si trovino tutte le cause dei problemi del popolo palestinese avrà una brutta sorpresa” fanno ben sperare.

In sostanza l’articolo si incentrava sulla collusione tra le “potenze imperialiste” occidentali e la borghesia araba, “formatasi dopo la colonizzazione dell’Impero Ottomano da parte delle potenze europee”. A parte le assurdità storiche (mi spieghino lorsignori cosa c’entrarono le potenze europee con Khomeini e l’Arabia Saudita), un tentativo di analisi con una visione più d’insieme indubbiamente c’era.

Poi c’erano le conclusioni. Ebbene, la strada qual era? Ecco, una visione trasversale a tutti gli Stati: “appoggiare il proletariato palestinese, israeliano, irakeno, indiano” contro la borghesia padronale. La solita ritrita formula che per decenni abbiamo visto in Europa, trasposta ai giorni d’oggi in un contesto che con l’Europa non c’entra un accidente. Riproporre queste menate veterocomuniste in quelle aree significa solo non aver capito nulla di quella situazione politica. Lì, la divisione tra borghesi e proletari non è sentita. Già quasi non esiste più in Europa, lì non c’è forse mai stata, neppure in Israele. È una filosofia completamente diversa, per cui i “borghesi” non sono visti come problema, né in Israele (dove procurano benessere e sviluppo), né nei Paesi arabi (dove non si può dire che portino benessere e sviluppo, ma fondi per le lotte politiche e religiose decisamente sì).

È un po’ triste vedere tanti giovani che si aggrappano a questi miraggi. Il credo comunista, con tutte le sue sfaccettature, è a mio avviso un fenomeno da studiare ed interpretare in maniera sociologica, nelle sue forme ideologiche e nelle sue mille contraddizioni. A partire dall’effige di Che Guevara sulla porta del circolo di Rifondazione Comunista che ho visto sulla strada per Pisa. Pacifisti, si chiamano.

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Published in: on mercoledì, 24 gennaio 2007 at 15.49  Comments (2)  

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2 commentiLascia un commento

  1. Non ti invidio 🙂

  2. Cara Stefania, beata te che vai negli Stati Uniti! Davvero, si fa fatica a non trovare gente che non sia di sinistra, anche tra i colleghi. Un fatto che può colpire, se ci si ragiona su, è che non si tirano mai indietro ad esternare le proprie idee. Chi è di destra o centrodestra, a meno che non sia un attivista, generalmente se ne sta sulle sue e lavora pensando in silenzio. Forse è un atteggiamento sbagliato… Però Pisa è una città patologicamente di sinistra, lo noto già da quel poco che ci sto. C’è da aver paura di essere rifiutato se esprimi tesi un poco in controtendenza. Qui il vero rivoluzionario è il liberale. Ma io non posso sopportare di vedere così tante scritte sui muri delle strade, a due passi da Piazza dei Miracoli e Piazza dei Cavalieri.

    Oggi è comparso un altro manifesto di questo “Comitato Leninista Studentesco”: come l’altro sembrava partire bene (con il riferimento all’articolo di Bill Gates su “Le Scienze”) per proseguire su idee che ad una prima scorsa mi sono parse deliranti, ma devo ancora leggere bene. Invece, in mensa c’era un fogliettino di collettivi.org contro la base di Vicenza, con scritte esternazioni talmente sconclusionate da suscitare stupore se non il riso.

    Ho deciso che raccoglierò tutto questo in uno “stupidario” della propaganda sinistroide. Ho deciso di contattare i Riformatori Liberali di Pisa, Alleanza Nazionale, Forza Italia o qualunque altro cristo che sta in maniera alternativa a questo status quo sinistroide. Non sono un fanatico della politica, ma sto sviluppando questo sentimento per reazione.


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