Fuori mezzo?

Dunque alla fine Napolitano ha respinto le dimissioni di Prodi, e quindi in teoria non cambierà nulla. Altrettanto in teoria, Prodi vorrebbe cambiare qualcosa, perché è perfettamente cosciente che con tale supporto al Senato non andrà mai avanti. Ed allora eccolo che tira giù i 12 punti su cui basare la nuova azione di governo.

Proviamo ad analizzarli: ne emerge, soprattutto nelle righe finali, la volontà di dare più autorevolezza al premier, in modo da limitare “sbandate” come quella di mercoledì scorso. Bravo Prodi, peccato solo che l’autorevolezza non si decide a tavolino ma la si conquista sul campo e tu, caro Romano, non solo sei un leader da due soldi (un “re travicello”, diciamo) ma non hai neppure un partito che ti sostenga.

In secondo luogo, ci sono diversi punti mirati ad amicarsi i voti di centro e soprattutto di quei “pazzerelloni” dei senatori a vita: famiglia, lavoro, pensioni. Ormai è chiaro che se si vuole andare avanti con questo esecutivo bisogna cercare il sostegno più largo possibile e le defezioni dei senatori a vita sono letali.

La questione più spinosa rimane quella della sinistra radicale: come garantirsi da qui a venire il loro appoggio incondizionato? Perché, sapete, per loro accettare direttive come la missione in Afghanistan, la Torino-Lione, i rigassificatori, il mantenimento degli accordi in politica estera, i tagli dei fondi alle politiche locali, è veramente dura. Forse daranno la fiducia perché in fin dei conti sono forza di governo (svergognandosi però di fronte all’elettorato, che ha ben capito che nulla è cambiato se non in peggio), ma niente mi farà mai pensare che questi signori, in casi singoli o in gruppo, in un futuro anche prossimo non toglieranno di nuovo la sedia da sotto le traballanti chiappe di Prodi.

Io aspetto ed osservo (visto che di votare non se ne parla), ma faccio questo appello virtuale ai senatori a vita: vi prego di non cedere a questa nuova lusinga, perché dietro si nasconde solo un’illusione, e sono sicuro che lo sapete. Se questo è un tentativo di ridare una spinta centrista all’esecutivo, è palese che non durerà, ed al minimo strappo il governo sarà di nuovo gambe all’aria. Noi Italiani non ce ne facciamo nulla di questo tentativo, è solo per farci male.

Perché, in pratica, non cambierà nulla!

Published in: on domenica, 25 febbraio 2007 at 8.15  Lascia un commento  

Fuori uno!

E così alla fine è caduto! Non posso nascondere un sorriso, perché la fine di questo primo gabinetto Prodi non è che l’inizio… L’inizio della fine definitiva di questa composizione parlamentare. Non che sia felice della caduta di un governo, ma senza dubbio di questo governo, che con una maggioranza così eterogenea, così risicata, così schiava delle posizioni estreme non poteva far altro che stare nel suo immobilismo e nell’ambiguità legislativa e d’intenti.

E allora brindo:

La vignetta di Benny su Libero del 22/2/2007

Questa su è la vignetta che Benny ha fatto per la prima pagina di Libero di oggi. Ammetto che è un po’ volgarotta, ma certamente è “pungente” e dannatamente ben fatta come solo Benny sa (e mi chiedo come abbia fatto a farla così in fretta…).

Naturalmente, mi faccio poche illusioni: non credo andremo al voto. Avremo un altro governo, forse non di Prodi, ma di qualcun altro di sinistra, con un’altra composizione di sinistra. Però si possono stabilre alcune ipotesi con accettabile approssimazione:

  1. Se si tratterà di un governo politico, come quello appena trascorso, non potrà a sua volta durare molto. Se infatti sarà sostenuto dalla stessa maggioranza, ci saranno meno remore a creare situazioni come quella di ieri; se invece la maggioranza sarà allargata ai centristi, essa verrà meno perché non è certo così che si risolvono le spaccature di uno schieramento!
  2. Se invece avremo un governo tecnico o di transizione, esso non potrà certo tirare avanti per il resto della legislatura, ma giusto sistemare alcune riforme con una maggioranza trasversale, come la legge elettorale ed il rifinanziamento delle missioni estere.

Potrebbe capitare il ripetersi del punto 1 sino all’attuazione del 2, ma questo non sarebbe che uno stillicidio per la politica italiana. Non che possa essere peggio del governo che sino a ieri era in carica, ma comunque mi seccherebbe vedere uno sfascio del genere. Sono fiducioso che ciò non accadrà, perché se tra il 1996 ed il 2001 la sinistra ha fatto così, oggi i suoi numeri sono molto più risicati. Dunque, siamo ottimisti!

Ah! La Romanomachìa

Published in: on giovedì, 22 febbraio 2007 at 14.51  Comments (3)