Una comoda falsità, I

varphi.gifIn questi giorni a Pisa (come del resto in molte parti d’Italia) fa un freddo cane, grazie ad una ventata d’aria gelida dalla Groenlandia. Mio padre, ieri, è rimasto a lungo bloccato dalla neve nelle montagne della Sardegna centrale. Sono in giorni come questi che vien da dire: “Ma dov’è il riscaldamento globale quando più lo si vorrebbe?”

Si tratta solo di una frase scherzosa, però fa intendere come l’idea di “riscaldamento globale” e di tutti i concetti simili (effetto serra, scioglimento dei ghiacci e così via) siano entrati nel parlare e nel pensare comune. Ma com’è che viene davvero inteso il problema?

Il riscaldamento globale è sostanzialmente un fatto incontrovertibile: c’è, e ci sono i dati che lo confermano. Generalmente, viene data la colpa di esso all’“effetto serra”, cioè al particolare fenomeno per cui la radiazione riemessa dalla Terra viene parzialmente riflessa da particolari gas presenti nell’atmosfera, e così rimandata al suolo. Chiaramente, maggiore è l’effetto di questi gas, maggiore sarà l’apporto calorifero di questa radiazione. Proprio come in una serra.

I principali “gas serra”, come vengono spesso chiamati, sono l’anidride carbonica (per la maggior parte), il metano (oltre 20 volte più efficace del CO2) ed il protossido di azoto (N2O). Attenzione, però, che l’effetto serra non è un fenomeno di questi tempi: esiste da quando la Terra ha un’atmosfera e anzi è ciò che la rende un pianeta vivibile, con sbalzi termici modesti tra il dì e la notte (per fare un esempio, l’escursione termica giornaliera sulla Luna – priva di atmosfera e quindi di effetto serra – è di oltre 300 gradi centigradi!).

L’effetto serra – ci si può chiedere – è sempre stato di questa entità? O di quella di, ad esempio, un secolo fa? Mille anni fa? Un milione? La risposta è chiara: no! E’ anzi variato moltissimo nel corso della storia della Terra. Basti pensare che 170 milioni di anni fa, durante il periodo Giurassico, i livelli di CO2 nell’aria raggiungevano livelli sino a 10 volte quelli attuali, e nel Cambriano sino a 20 volte.

Qualcuno forse potrebbe spaventarsi di tali dati, pensando che allora la Terra era un forno invivibile. In effetti, il nostro pianeta era davvero più caldo, perché la temperatura media, allora, era di 22 °C, 10 gradi superiore a quella attuale. Ma non questo non ha determinato affatto la fine della vita, tutt’altro: nel Giurassico la Terra era popolata da rettili enormi e coperta da vegetazione rigogliosa.

Per quanto riguarda invece la recente evoluzione della temperatura terrestre, si stima che nell’ultimo secolo la temperatura media globale si sia alzata di 0.74 °C, con un incremento medio di 0.17 °C a decennio negli ultimi 30 anni. Tutto a causa dell’aumento dei gas serra? Così parrebbe.

Tuttavia ci sono alcuni fatti che paiono non inserirsi correttamente nel quadro dell’aumento dei gas serra in correlazione con l’aumento della temperatura globale. In primo luogo, si parla del cosiddetto Periodo Caldo Medievale (Medieval Warm Period, MWP): mentre nei secoli a cavallo del 1700 c’è stato un periodo relativamente “freddo”, durante gli anni tra il 1000 ed il 1400 d.C. la temperatura media terrestre era paragonabile a quella attuale, pur essendo i livelli di anidride carbonica nell’aria inferiori a quelli odierni, e simili a quelli del 1800. Temperature simili sono state ricostruite per il periodo successivo all’ultima Era Glaciale, intorno al 6000 a. C. Cos’è successo, allora?

La risposta può essere difficile, perché in mancanza di rilevazioni precise e grazie in buona parte ad osservazioni indirette (come con la dendrocronologia) disegnare un quadro preciso ed inconfutabile della situazione è difficile, ma una cosa è assai probabile: la correlazione biunivoca tra riscaldamento globale e concentrazioni di gas serra è del tutto falsa. Quali altri fattori possono allora intervenire?

Un dato che non viene quasi mai menzionato quando si parla di riscaldamento globale riguarda l’attività solare. Il Sole ce lo immaginiamo spesso come una palla di fuoco, sempre presente ed immutabile. In realtà, la sua attività – che è la principale responsabile dei fenomeni meteorologici – può variare “sensibilmente”, in maniera spesso inquadrata in periodi ciclici ma in altri casi (specialmente nei medi e lunghi periodi) è ancora un’incognita ed è, per quanto ne sappiamo attualmente, ad andamento casuale. Quando sentiamo in televisione parlare di “tempesta solare”, ebbene, è il Sole che ha un’oscillazione della sua attività.

In base ad accurate (per quanto possibile) ricostruzioni storiche, l’attività solare ha registrato dei picchi ripetuti e continuativi durante l’MWP, ed è per questo motivo (o meglio: è probabilmente il motivo più importante) che si è avuto un periodo così “caldo”. E oggi? Ebbene, dati alla mano è incontrovertibile che nel corso del XX secolo l’attività solare è aumentata considerevolmente, raggiungengo e superando i picchi medievali.

L’attività solare negli ultimi due millenni tramite la misurazione delle variazioni del carbonio-14

Volete ridere? A quanto pare anche Marte sta subendo un fenomeno di riscaldamento globale, e dubito che in quel caso sia per colpa di attività umane. A meno che le sorprendenti sonde Spirit e Opportunity non abbiano imparato a scorreggiare.

La seconda e conclusiva parte a domani!

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Published in: on mercoledì, 21 marzo 2007 at 11.01  Comments (1)  

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  1. quali sono le tue fonti di informazione?

    Attività solare e attività umane in pochi decenni si è passati da 2 miliardi di persone sul pianeta a + di 6 miliardi POSSONO DRAMMATICAMENTE ESSERE ADDITIVI

    Io sono convinto del contrario ma anche se ci fosse una bassa probabilità che l’uomo sia la causa dell’aumento dell’effetto serra, CONVIENE SEMPRE FARE UN’ASSICURAZIONE (sviluppo energie rinnovabili) allo stesso modo come la facciamo per un’automobile (bassa probabilità di fare incidente ma è obbligatoria)


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