I want to believe

Spesso ritorna sui media più disparati l’argomento della presenza di civiltà aliene in altri mondi, se non proprio di contatti con la Terra e gli esseri umani. C’è una quantità impressionante di persone, anche le più insospettabili, che sono pronte a scommettere la propria mano sulla presenza, passata o presente, di alieni sulla Terra. Magari c’è pure il vostro vicino di casa. Gente che si impegna e fa ricerche, mette insieme pochi dati raffazzonati et voila! ecco le prove della presenza di alieni. Oppure semplicemente l’amante del telefilm X-Files (che, devo ammettere, ho seguito anche io con interesse finché non ha perso di decenza nelle ultime serie), che si accende per le tesi complottistiche dei “governi”, che crede che siamo tenuti all’oscuro, di cosa non si sa ma di sicuro qualcosa di grosso. Ma di sicuro gli Americani non sono andati sulla Luna.

Il manifesto che appare nello studio di Fox Mulder (da X-Files)Mi ritengo una persona di buon senso e credo di assumere posizioni accettabili sulla base di fatti ed ipotesi comprovati o quantomeno plausibili. Con questo non voglio dire di essere migliore di altri solo perché credo che i cerchi nel grano non siano opera di astronavi aliene, o che nell’Area 51 non ci sia mai stata traccia di tecnologia aliena. La mente umana è così complessa che non può esimersi da avere qualche fissa… L’importante è che la cosa non sia sistematica. (Nota per i link: fanno riferimento agli articoli della Wikipedia, come molti sanno curata dagli stessi utenti. Pertanto non è esclusa la presenza di argomentazioni superficiali, soggettive ed ingiustificate. Gli amministratori ed anche molti utenti sono sempre impegnati a garantire la massima imparzialità degli articoli, ma non sempre gli è possibile un intervento immediato e capillare. Leggere le discussioni degli articoli è sempre una pratica consigliabile.)

La mia idea sulle civiltà aliene è assai prudente, ma l’ho giustificata con un argomento che reputo valido. L’idea, molto diffusa per la verità, che almeno il altri pianeti fuori dal Sistema Solare ci siano civiltà intelligenti ha radici nella semplice considerazione: “Le stelle sono miliardi di miliardi, è mai possibile che non si siano mai sviluppate civiltà aliene?” In realtà, la questione più che semplice è semplicistica, ed andrebbe almeno affinata.

Innanzitutto, non tutte le stelle sono “candidate” ideali per avere un pianeta adatto allo sviluppo della vita come la conosciamo noi. Si tende ad escludere le stelle vicine al centro delle galassie, che oltreutto sono la maggior parte. Si escludono le stelle troppo massive, le stelle di “prima generazione” (infatti solo in seguito alla morte di una stella dopo la fase di supernova, come avvenne in passato per il Sole, è possibile la formazione di elementi con numero atomico superiore a quello del ferro), le stelle troppo deboli. Si potrebbe obiettare che si tratta comunque di un enorme numero di astri: è vero, ma d’altronde non sono ancora ben note le cause che hanno determinato la comparsa della vita sul nostro stesso pianeta, e ancora meno sono note le probabilità di quanto avvenuto, per il semplice fatto che il nostro unico campione statistico è, per l’appunto, solo la Terra. Del tutto insufficiente, dato che stiamo parlando di numeri talmente grandi da sfuggire completamente ad una comprensione ordinaria.

Dunque, l’argomentazione puramente numerica su di me ha poco effetto. Si potrebbe aggiungere che, in effetti, stiamo pensando molto in maniera “antropocentrica”, ritenendo cioè che il nostro caso – gli esseri umani sul pianeta Terra – sia un esempio sufficientemente rappresentativo di cos’è la vita e delle sue condizioni di sviluppo. In realtà si potrebbe obiettare che potrebbe esistere della vita in forme che non ci aspetteremo neppure sotto effetti di allucinogeni, ed in condizioni che reputeremmo impossibili. In questo caso, comunque, la nostra ricerca di civiltà aliene tramite il programma SETI o altre attività sarebbe del tutto inutile, ma qui il discorso si fa oltremodo vasto. Per semplicità, mi limiterò ai casi che non si discostano troppo dall’esempio antropocentrico: mi basta che i “miei” alieni possano in qualche modo essere “percepiti”, sia tramite radiazioni elettromagnetiche sia attraverso suoni, movimenti o quant’altro.

La mia considerazione si basa sul fatto che in realtà la storia dell’Uomo è quantomai breve: facciamo 10 000 anni? 50 000? O magari 400 000, da quando si stima abbia cominciato ad “addomesticare” il fuoco. Ma cosa sono 400 mila anni, in confronto all’età dell’Universo? La Terra da sola esiste da 4 miliardi e mezzo di anni. Stiamo parlando di un decimillesimo di quella cifra. E sono bastati 200 anni per passare dai cavalli come unico mezzo di trasporto (su terra, almeno) alle sonde spaziali in grado di andare oltre i confini del Sistema Solare. E da meno di un secolo siamo in grado di mandare segnali radio abbastanza potenti.

Siamo venuti 15 miliardi dopo il Big Bang (più o meno), ma prima di noi cos’è successo? È mai possibile che in tutto questo tempo nessun’altra civiltà si sia sviluppata? Sia cresciuta, abbia sviluppato la sua Scienza, abbia esplorato in lungo e in largo l’Universo? Se ciò è avvenuto, è plausibile che non ne abbiamo mai avuto contatto? Se ci sono altre civiltà attualmente sviluppate nell’Universo io penso che siano tecnologicamente e scienficamente di gran lunga più avanzate di noi, se non per un mero fatto probabilistico: noi siamo appena agli “albori”. La probabilità che una o più civiltà si stiano sviluppando di pari passo alla nostra mi pare francamente trascurabile.

A questo punto, avanzo le mie ipotesi:

  1. siamo effettivamente soli, frutto di un caso fortuitissimo o (per chi ne ha fede) divino;
  2. tutte le altre civiltà, per qualche ragione a noi ignota, si sono estinte prima di avere la capacità di attraversare il cosmo;
  3. tutte le altre civiltà hanno sviluppato una filosofia tale da non voler interferire in nessun modo con il nostro sviluppo, anche se magari ci osservano in un modo che non possiamo avvertire;
  4. la Terra è solo il primo, di tanti pianeti possibili, ad aver sviluppato una specie in grado di creare una civiltà evoluta, ma questo non cambia la sostanza della prima ipotesi: siamo soli (per ora);
  5. le altre civiltà si sono sviluppate e sono tuttora attive, ma per qualche oscura ragione non gli è possibile mettersi in contatto con noi, o le une con le altre, o quantomeno varcare le distanze interstellari, e ciò varrà anche per noi. Per quanto ci può concernere, ancora una volta siamo soli (è come se lo fossimo).

Questo è quel che penso, ma non escludo altre ipotesi. Provate a dire la vostra. O confutate il mio ragionamento. Non escludo poi la concomitanza delle ipotesi 2 e 3, ma vorrei sottolineare (ancora) la parola “tutte”: possibile che proprio nessuna civiltà si sia salvata, o abbia avuto la carità di profonderci la loro scienza? Quante possono essere le civiltà aliene? È ragionevole pensare che adottino tutte la stessa filosofia?

Per l’ipotesi 4: quanto passerà prima di vedere civiltà nuove? La quinta ipotesi forse è la più triste e magari poco giustificabile, ma per quanto ne sappiamo non ancora confutabile. Alla fine, forse la meno peggio è proprio la prima ipotesi, che se non altro non ci impedirà di esplorare l’Universo come ci pare!

Ci sarebbero anche altre considerazioni da fare. Una delle più interessanti è che in “soli” 10 000 anni una civiltà come la nostra, con aumento esponenziale dei consumi energetici dello 0.3% annuo (e noi siamo ben al di sopra di tale valore), arriverebbe a produrre e quindi consumare più energia di quanta non ne produca il Sole stesso. Quindi i casi sono due: o gli alieni hanno trovato un modo molto poco appariscende per impiegare l’energia, o proprio non esistono.

Diecimila anni sembrano una bazzeccola, ma non voglio nemmeno mettermi ad immaginare cosa possono voler dire ere planetarie per l’evoluzione non tanto scientifica quanto sociale e morale di una specie vivente. Ve lo immaginate come saranno i rapporti sociali anche solo tra 100 mila anni? E non parlo di un milione. O di un miliardo!

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Published in: on giovedì, 3 maggio 2007 at 15.41  Lascia un commento  

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