Effetto Serre

varphi.gifPremetto col dire che – finalmente! – da qualche giorno ho un collegamento ADSL anche a casa mia, qui a Pisa, e così potrò intervenire sul mio blog non solo dal mio ufficio. Non è stata una grande privazione a parole, ma dovrò fare un commento, un giorno o l’altro, sulla mancanza di Internet con una persona come me… Come ce ne sono tante e ce ne saranno sempre di più. Ma veniamo all’argomento di oggi.

Guido Bertolaso è l’attuale capo della Protezione Civile e, come molti sapranno avendolo appreso dai mezzi di comunicazione, Commissario Straordinario per l’Emergenza rifiuti in Campania. Un uomo spesso criticato per le sue scelte e per il suo potere, ma senza dubbio si può dire che sia una persona dal grande attivismo. Ed un uomo attivo che può fare quando ha le mani legate? Rinunciare.

Si tratta di quello che ha fatto Bertolaso negli ultimi giorni, ma le sue dimissioni sono state respinte. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’esternazione del Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio, secondo il quale la discarica temporanea nel comune di Serre (SA), quella ritenuta decisiva per risolvere il problema dell’“emergergenza rifiuti” in Campania, quella il cui sito è stato reputato perfetto per l’occasione, quella già avallata da un decreto legge ministeriale, ebbene non si farà. La popolazione locale tanto ha gridato e tanto si è mobilitata contro la discarica temporanea da farsi a poca distanza da un’oasi del WWF da indurre il Ministro a non restare sordo a ciò che veniva presentato come una campagna ambientalista.

I “frutti” di questa decisioni non si sono fatti attendere: Bertolaso ha dato le dimissioni, poi respinte. Nel frattempo, i campani continuano a “godere”, oltre che dell’oasi di Persano, anche (e per chissà quanto ancora) di questi panorama e di questi profumi:

Emergenza rifiuti in Campania

Per entrare nel dettaglio, la discarica di Serre sarebbe situata in una cava di argilla, noto materiale geologico impermeabile. Le accuse che vengono mosse alla discarica (che, ripeto, dovrebbe essere “temporanea”, anche se devo dare atto che tale aggettivo è spesso disatteso dalla realtà dei fatti proprio in virtù di fenomeni di questo tipo) sono quelle di inquinamento ambientale e delle falde del fiume Sele, ma oltre che i proclami del WWF e di gente non qualificata non si trova pressoché nulla in giro. Insomma, pare proprio che ancora una volta sia spuntata fuori la famigerata sindrome NIMBY (Not In My Backyard, “non nel mio cortile”): niente di realmente oggettivo osta alla creazione della discarica, tranne la popolazione locale che non la vuole.

E così i cittadini di Serre vanno ad aggiungersi alla moltitudine di gente che non vuole la TAV, non vuole l’ampliamento della base di Ederle, non vuole i rigassificatori (e neppure i gasdotti!), non vuole le scorie nucleari a Scanzano Jonico (ve la ricordate?), non vuole neppure gli impianti eolici, e via dicendo. Insomma pare che non vogliano una serie di interventi che vengono considerati di notevole importanza se non proprio indispensabili anche da loro stessi, che però bisogna fare “altrove” – e dove non si sa perché trovare le alternative mica è compito loro. E così perdiamo miliardi in finanziamenti comunitari per le tratte ferroviarie ad alta velocità, non rispettiamo patti d’intesa strategica con partner politici da 60 anni, non risolviamo il problema dell’approvigionamento di gas naturale, lasciamo le scorie nucleari in depositi “temporanei” (vedi sopra) sulla superficie e comunque senza centrali nucleari non usiamo neppure il vento per creare energia. Un bel rompicapo, talmente grande da essere tentati di gettare la spugna, come Bertolaso, o adottare la strategia BANANA (Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anything, “non costruire assolutamente niente vicino a qualsiasi cosa”), come Pecoraro Scanio.

Il risultato è evidente: l’immobilismo ed i problemi che continuano ad accumularsi. Nello specifico, c’è una Regione Campania che dopo 8 anni di “emergenza rifiuti” (per cui non si capisce dove sia l’emergenza: ormai i rifiuti sono diventati arredamento urbano) ancora non è riuscita a risolvere alcunché. Non si può certo imputare tutto ciò all’instabilità delle giunte, visto che Bassolino è al suo secondo mandato. E, diciamola tutta, la presenza della camorra non è una giustificazione allo stesso modo: qui si parla di raccolta differenziata pressoché inesistente, non solo di discariche abusive. Tra l’altro negli ultimi mesi un’altra regione sta andando a subire lo stesso problema dei rifiuti: la Puglia. Ora, non vorrei fare polemica gratuita, ma a volte per cambiare l’aria che si respira forse è il caso di cambiare aria politica… La gente è esasperata e per non sentire una puzza soffocante dà alle fiamme i cumuli di spazzatura, facendo oltretutto un vero disastro ambientale e salutare.

Il fatto è che spesso la “ribellione” delle imposizioni dall’alto di opere sgradevoli, come una discarica o anche solo un traliccio dell’alta tensione, può essere sfruttata da uno spregiudicato politico locale per mettersi in bella mostra davanti all’Italia intera, raccogliendo i facili consensi di una popolazione non informata e non esperta, oltre che dei vari gruppi ambiental-noglobal-pacifisti che sempre più ingrossano le fila dei nuovi benpensanti italiani. E intanto devo continuare a rimandare la visita a Napoli, che da qualche anno mi riprometto di fare.

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Published in: on lunedì, 21 maggio 2007 at 22.52  Comments (1)  

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One CommentLascia un commento

  1. Scusa un attimo, ma a chi gioverebbe l’ampliamento della Ederle (imprese appaltatrici foraggiate coi soldi ITALIANI a parte), di così notevole importanza se non proprio indispensabile?
    Da vicentino non vedevo proprio l’ora di diventare il bersaglio #1 al mondo di tutti i terroristi, davvero… così tanto che sono proprio contento di pagare per il privilegio e rinunciare alla priorità sull’acqua che d’altronde troppa fa male, e tenermi sotto casa le testate nucleari senza nessuna garanzia di controllo sulla sicurezza…
    Che paese ridicolo, il marocco recupera un minimo della propria perduta dignità e noi invece ad accorrere a fare i leccaculo, aspettandoci chissà che cosa (come se poi non avessimo una pletora di esempi di feste passate gabbati li santi).
    Ehhh si, calare le braghe è proprio un investimento per il futuro, pensiamo ai nostri figli…


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