Gli italici patemi sportivi, II

varphi.gifE alé! Il Milan si aggiudica la sua settima Champion’s League, battendo il Liverpool per 2-1 in una sofferta gara ad Atene. Una partita a dire il vero bruttina, dove i rossoneri hanno saputo capitalizzare quanto di buono c’è nella squadra e soprattutto un Pippo Inzaghi in gran forma (c’è da dire che il primo gol è abbastanza fortuito), meno marcato del solito perché buona parte delle preoccupazioni del Liverpool sono su Kakà e Seedorf (e a ragione, ma questo non ha impedito al brasiliano con cittadinanza italiana di fare l’assist per il secondo gol). Bravi rossoneri! La beffa di Instanbul è vendicata!

E soprattutto c’è un’altra cosa “vendicata”: c’è la vendetta su quel comitato Uefa che il Milan l’ha ammesso turandosi il naso, ma la squadra ha dimostrato poi sul campo di meritarsi la coppa, a suon di vittorie e di gol (10 di Kakà, capocannoniere), crescendo di spessore e di forza sino all’abbattimento del Manchester a San Siro. La finale sofferta pare ricordare quella dello scorso 9 luglio a Berlino, quando un’Italia che aveva vinto e convinto aldilà delle polemiche di “Calciopoli” affronta e batte la Francia in una partita durissima. Le finali possono essere tutte così, finché si vincono!

Ed in ultimo, c’è la soddisfazione del ricordare il 2007 come l’anno della rivincita del Milan, e non più come quello dello scudetto dell’Inter. Uno scudetto, dopo quello vinto al telefonino – scusate, a tavolino – del 2005/’06, vinto sul campo ma solo dopo aver abbattuto le avversarie prima ancora del fischio d’inizio del campionato. L’Inter è una squadra piena di campioni e di potenzialità che mai ha convinto: che fosse un fatto psicologico si è visto quest’anno, certo l’innesto di Ibraimovich ha aiutato ulteriormente, ma si è sempre dimostrato uno squadrone. Ma alla fine la Roma ha dimostrato che l’Inter non faceva più paura, può essere battuta ed anche sonoramente in una competizione forse con poco significato (ma ricordiamoci che l’Inter in Champion’s League non è andata oltre gli ottavi di finale), ma con grande significato per il risultato dell’andata.

E alla fine è arrivato il Milan a dimostrare che l’Inter non è la sola capace di vincere, ed anzi mentre i nerazzurri hanno avuto subito la strada in discesa (che comunque non hanno completato del tutto) il Milan ha vinto sfidando tutte le difficoltà in più che si sono aggiunte, da un campionato in salita alla ricerca di un posto per l’anno prossimo nel massimo torneo europeo, ai preliminari di coppa, alla sfiducia dei vertici Uefa, ad un mercato estivo ridotto all’osso e riparato in parte a gennaio. Bravo ancora Milan, per lo spirito italiano che si è reincarnato in te dopo i Mondiali! Magari, se l’Inter avesse avuto qualche italiano in più…

E invece è italianissimo Paolo Maldini che alza al cielo la sua quinta Coppa dei Campioni, dopo quelle del 1989, 1990, 1994 e 2003:

Maldini alza la Coppa dei Campioni 2007

A parte questi discorsi sul Milan e sul nostro calcio in generale, vorrei portare l’attenzione su uno sport che sempre più sta prendendo piede in Italia (e sarebbe anche il caso, data la sua conformazione): è la vela, la bellissima attività (purtroppo non economica) che sta vivendo momenti di intensa partecipazione grazie all’eccellente prestazione di Luna Rossa nella trentaduesima edizione della Coppa America. La barca di Patrizio Bertelli ha eliminato in semifinale una delle grandi favorite, BMW Oracle, e non con una vittoria risicata ma con un sonoro e sorprendente 5-1.

Luna Rossa sulle acque di Valencia

La barca guidata da Francesco De Angelis, timonata da James Spithill e condotta da Torben Grael, ha ribaltato nettamente i pronostici che la davano perdente contro gli statunitensi, con cui avevano sempre perso nei confronti diretti precedenti. Invece in 6 regate Luna Rossa ha concesso agli americani solo mezzo “lato” di poppa, quello che poi è valso il punto per BMW Oracle, dimostrando una superiorità tattica e tecnica che si potrebbe definire schiacciante. Nessuno aveva previsto queste risorse da parte di Luna Rossa, ma siamo contenti che siano saltate fuori. Sarà che De Angelis le ha tenute ben nascoste?

E finalmente possiamo goderci queste belle lotte in mare non più ad orari impossibili, con regate in piena notte come durante le imprese de Il Moro di Venezia nel 1992 e di Luna Rossa stessa nel 2000, quando le sfide si svolgevano a San Diego o in Nuova Zelanda. Oppure con le gesta veliche di Giovanni Soldini nel 1999, in mezzo al Pacifico. Quest’anno le regate sono state tutte nel Mediterraneo, anche nella nostra Trapani, ed ora siamo a Valencia. Vi consiglio di guardare le regate, trasmesse su LA7, con commenti di gente molto esperta nel campo: anche se non ci sono più Cino Ricci e Mauro Pelaschier, istituzioni della vela italiana e skipper e timoniere di Azzurra, la prima barca italiana a cercare di conquistare la Coppa America nel 1983, e poi nel 1987, c’è ora Paul Cayard, già skipper de Il Moro di Venezia che conquistò la Louis Vuiitton Cup (e che perse contro Team New Zealand la finale della Coppa America), poi di Stars And Stripes nel 1995 (perdendo in finale ancora contro Team New Zealand), ed ancora di AmericaOne, che venne sconfitta nel 2000 nella finale della Louis Vuitton Cup proprio da Luna Rossa. Sono gente molto esperta ed anche simpatica.

Nel 2000 c’era solo Luna Rossa a rappresentare l’Italia in Coppa America, ma nel 2003 c’era anche Mascalzone Latino, e quest’anno si è aggiunta +39, senza menzionare Shosholoza che, pur battendo bandiera sudafricana, è un team per metà italiano. Forza ragazzi ché siamo sempre di più! Ma ora… Forza Luna Rossa e fatti valere sui neozelandesi (sempre loro!) che ti batterono sette anni fa!

P.S.: presto inserirò le foto.

Aggiornamento 29/5/2007: foto inserite.

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Published in: on giovedì, 24 maggio 2007 at 0.10  Comments (1)  

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