Di tutto un po’, VII

Due post con lo stesso titolo di fila, perché sono davvero tante le cose di cui vorrei parlare, che avrei voluto approfondire ma che non ho potuto perché si sono accavallate e non mi hanno lasciato il tempo di farlo.

Parto da sabato scorso, quando ho sentito Frankie Hi-nrg a Trento, tra una (pessima, ma è questione di gusti) canzone e l’altra di quel concerto gratuito, affermare che è giusto pagare la musica. Forse costretto dalla sua etichetta discografica, forse perché a forza di fan che scaricano da eMule ha dovuto stringere un po’ la cinghia (in effetti l’ho visto dimagrito), sta di fatto che mi è sembrato – e non solo a me – un rappresentante di Forza Italia: in pratica la fine di un rapper.

La manifestazione contro Bush si è conclusa per fortuna senza particolare incidenti. Grazie soprattutto alla collaborazione tra forze dell’ordine ed organizzatori si è fatto un buon lavoro di prevenzione. Si dovrebbe dire anche grazie a gente come Francesco Caruso, il quale, però, mi fa più pensare ad una collusione tra movimenti violenti e sinistra radicale, ora anche parlamentare. In ogni caso questo è come scoprire l’acqua calda.

Ironia della cosa? Sembra che meno incidenti ci sono e più la manifestazione è un flop: di fatto le proteste non hanno minimamente lasciato il segno ed hanno solo evidenziato la pochezza del movimento, che oltre a tirare fuori panzane e chimere tipo la campagna No Excuse 2015 (eliminare la fame nel mondo in 8 anni si può solo eliminando fisicamente gli affamati: rivolgersi agli Hutu per un progetto di larga scala).

Così, mentre George Walker Bush fa un bagno di folla in Albania, la sinistra si dimostra ancora una volta in pezzi, indecisa tra il palazzo ad accogliere il Presidente americano, e la piazza per contestarlo. Ma se si sceglie la piazza, allora si divide tra quel corteo che è contro tutto e tutti, e quel sit-in che critica Bush ma non il governo che l’accoglie… Insomma la solita accozzaglia di posizioni che è oggi la sinistra italiana, che ormai è impossibile individuare in un qualsiasi progetto di sviluppo politico, soprattutto nei casi più radicali, mentre invece si esplica in 10, 100, 1000 singole posizioni. Ne vogliamo vedere qualcuna? Beh, la lista è lunga, magari la tiro giù domani.

Romano Prodi visto da John Cox (www.coxandforkum.com)

Il tutto, comunque, non fa che riflettersi sugli esiti elttorali di questi giorni. Il risultato è chiaro: da un 77 a 59 per il centrosinistra nel 2002 si è passati ad un sonoro 88 a 51 per il centrodestra. Il risultato è da far rabbrividire, ma a sinistra si tiene botta, si minimizza, si dice (Fassino) che “il centrosinistra si è confermata dove prima governava ed ha conquistato Trapani”, dimenticandosi che la storia di Trapani è particolare e già nota, e di ricordare che la “maggioranza” ha perso Matera, ma anche al primo turno Alessandria, Asti, Gorizia, Monza e Verona (e pure il sindaco del mio comune di residenza) ed ha tenuto per un soffio la provincia di Genova (quando Pericu nel 2002 fu eletto col 60% dei voti). Per di più stanno arrivando altre beghe inattese, tipo quelle sul caso Visco, sulle intercettazioni tra Consorte, D’Alema e Fassino, sui rapporti OCSE riguardo al sistema pensionistico. Con il drammatico calo dei consensi che si sta verificando, il centrosinistra cerca di rimediare. Come? Facile, dicono ciò che dice il centrodestra: le tasse sono troppo alte; vanno ridotti i costi della politica; bisogna riformare i bilanci locali, ci vuole una legge sulle intercettazioni telefoniche. Tra un po’ mi sa che sosterranno la necessità di separazione delle carriere dei magistrati.

Io credo che semplicemente nel centrosinistra la loro sicurezza sia di facciata ma in realtà tutti se la stiano facendo addosso, preoccupati di non scontentare i loro variegati elettori ma anche di non accontentarli troppo per non far cadere il governo.

In tutto questo trambusto spesso ci si dimentica proprio delle riforme serie, ci si ferma alle parole. Come quelle pronunciate da Umberto Veronesi a favore dell’energia nucleare. Ma per un Veronesi che ne parla a favore, c’è un Rubbia che si dice contrario. Ora, sul si dovrebbe credere di più ad un premio Nobel per la fisica piuttosto che ad un oncologo per quanto di fama internazionale, ma di fatto negli ultimi anni Rubbia mi lascia sempre più perplesso. Anche perché esperto del settore non è solo lui, ed in genere i fisici nucleare italiani sono favorevoli alla riapertura delle centrali atomiche; senza contare che lo stesso Rubbia in passato ha avuto posizioni ben diverse, non portava come scusante il problema delle scorie ma cercava di risolverlo sviluppando il “Rubbiatron“, non confondeva i concetti di “fonte di energia” e di “vettore di energia”, non faceva proposte ingegneristicamente assurde sullo sfruttamento dell’energia solare. Sinceramente non so che pensare e non mi azzardo a dare del rimbambito ad uno come lui. Piuttosto credo che abbia altro in testa quando fa certe affermazioni, e che i suoi interessi si accavallino in maniera ignota ai più.

Una buona notizia viene invece dalla Sardegna, la mia regione natìa, dove l’attuale governatore Renato Soru ha in mente una tassa per i possessori di cani al fine di arginare le spese sostenute per i cani randagi. Si tratta di 20 euro all’anno per i possessori di cani non sterelizzati chirurgicamente (esclusi i cani da pastore, per ciechi, delle forze dell’ordine). Dico, è una bella notizia perché è evidente che quest’ennesima boiata di Soru (che colpisce proprio chi i cani si suppone li ami) stavolta non passerà, mentre d’altra parte rende ancora più chiaro che questo cialtrone, che non si fa problemi a dormire sopra i suoi molteplici conflitti d’interesse, dopo le prossime elezioni regionali non ce l’avremo più tra i piedi. Non so ancora se sarà lì a prendersi una sonora tranvata elettorale oppure se la sinistra – che già da tempo sta cercando di lavarsene le mani – l’avrà bellamente scaricato, ma purtroppo il giugno 2009 è distante ancora due anni e di elezioni anticipate se ne parla meno che di questo governo.

L’ultima viene da quell’anziana signora che è Haidi Giuliani, madre del famigerato Carlo Giuliani, per la quale evidentemente il concetto di “lanciare estintori” equivale a “venire picchiati”. Questa ex maestra elementare, che forse avrebbe dovuto impedire che suo figlio diventasse un farabutto e magari ce l’avrebbe ancora con sé, è andata a placare gli animi dei riottosi delle ultime manifestazioni anti-G8, negando poi che questi avessero qualcosa in comune con suo figlio Carlo. Ci deve ancora spiegare in che senso, perché sono pronto a scommettere che tra quei facinorosi ce ne erano diversi presenti in Piazza Alimonda nel 2001. Forse i no-global di giovedì erano più tranquilli di Carlo?

Anche lei ce la teniamo in Parlamento. Il motivo non è chiaro ma spero che ci stia ancora per poco. Anche perché non ho voglia di aspettare il prossimo 12 ottobre 2008 (data in cui maturerà la pensione da senatrice) per tornare a votare. Secondo la senatrice Giuliani i giovani sono arrabbiati perché sentono molto problemi come la disoccupazione, la precarietà e… la guerra. Ma signora Haidi, quale guerra? In quanti hanno davvero vissuto una “guerra”? In quanti hanno fatto come Angelo Frammartino, che ci ha rimesso pure la ghirba? Ma da dove viene tutta questa sensibilità? Sono fermamente convinto che gridare “no war” (magari sfasciando la testa di un poliziotto) è uno slogan con cui ci si riempie la vuota vita di gente come quella di Carlo. Sono cattivo? Eh sì.

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Published in: on martedì, 12 giugno 2007 at 13.56  Comments (2)  

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2 commentiLascia un commento

  1. Sono con te al 100%. Parlare chiaro e’ una cosa rara, e ti ricambio saluti dalla Sardegna, visto che anche io vivo qui (e molto male) da quando quel “£%£”/%&£ di Soru e’ alla regione.
    Un personaggio di dubbia cultura e sicura ignoranza, che ha comprato una laurea pagandola un tanto al chilo… che Schifo per chi la Laurea se la e’ davvero sudata…

  2. Ciao omonimo! Ormai sono diversi mesi che sto in Toscana, che si potrebbe dire essere pure peggio dal punto di vista dell’estremismo politico, ma almeno qui nessuno si è montato la testa e vuole diventare il piccolo “lìder maximo” locale. 😉


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