Edison addio!

Forse il grande inventore Thomas Alva Edison sapeva che prima o poi sarebbe successo, magari senza sapere quando. Di certo può cogliere assai di sorpresa la notizia inizio dicembre secondo cui il governo ha messo al bando le lampadine ad incandescenza a partire dal 2010. Può sorprendere, dicevo, perché gli scaffali di supermercati, negozi di fai-da-te e di elettronica hanno ancora scaffali stracolmi di lampadine di questo tipo: nel giro di due anni spariranno tutte.

La proposta, presentata ovviamente dai Verdi, viene accompagnata da toni trionfalistici di aria più pulita e bollette meno care. Veniamo dunque ai numeri: Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera, parla di un risparmio annuo di 5600 GWh. Sinceramente non so come abbia ricavato queste cifre, di certo non capiterà dall’oggi al domani visto che l’adeguamento sarà graduale, ma voglio far notare che nel 2006 il fabbisogno energetico dell’Italia è stato di 337 796 GWh. Cioè, la proposta ambientalista ci consentirà di risparmiare circa l’1.6% del nostro fabbisogno. Meglio che niente, qualcuno dirà. Secondo me non ci arriveremo neanche (stiamo parlando di 100 KWh annui pro capite circa), anche perché sono già tantissime le famiglie italiane che hanno adottato in massa le lampade a fluorescenza (di cui avevo già parlato in passato). Vorrei giusto far notare come dal 2005 al 2006 c’è stato un incremento del fabbisogno del 2.2%, cioè più di quanto la direttiva ambientalista ci farà presumibilmente risparmiare. In più abbiamo tanti “simpatici” risvolti.

Il fatto è che le lampade a fluorescenza non sono adatte a tutti gli scopi, ma ci sono situazioni nelle quali non si può fare a meno delle lampade ad incandescenza. C’è gente che non sopporta, per motivi patologici, la luce delle lampade fluorescenti. C’è chi preferisce avere uno spettro migliore della luce (ad esempio un gioielliere che deve illuminare la merce, o solo per un bel lampadario di cristallo). C’è anche chi vuole proprio il calore emesso da una lampada ad incandescenza, per motivi suoi (un Dolce Forno? :mrgreen:). O magari serve una lampadina come lampeggiante, compito per il quale le lampade a fluorescenza non sono per niente adatte.

Insomma, sono ancora tanti i compiti per cui le lampade a fluorescenza sono poco indicate. A questo i Verdi non paiono pensare: meglio passare per i paladini della Natura che sconfiggono il “nemico”, senza contare che a volte il tappo può essere peggio del buco. E’ un loro vizio…

La direttiva soleridente include inoltre il bando, a partire dal 2011, degli elettrodomestici che non consentono lo spegnimento completo dell’apparecchio, lasciandolo in stand-by. Negli ultimi mesi ce l’hanno menata un bel po’ con questa storia che quelle lucine che rimangono accese del televisore consumano un sacco di corrente e distruggono la foresta amazzonica. In pochi, però, hanno quantificato questo reale consumo, che in realtà è sempre di pochi watt, circa 1-3 a seconda dell’apparecchio. Il tutto è esemplificato dai numeri di Bonelli, che parla di 2 milioni di KWh all’anno. Cioè, circa 450 000 euro. Cioè, neanche un centesimo a testa. In un anno. E roba tipo un risparmio di una parte su 169 milioni del nostro fabbisogno. Ora, io voglio trovare l’italiano che non spenderebbe un centesimo all’anno per avere la comodità di non doversi ogni volta alzare per spegnere ogni apparecchio che utilizza. Se uno vuole davvero spegnere tutto, può anche prendersi la briga di staccare la spina!

In “compenso”, possono improvvisamente dal mercato tanti elettrodomestici che, pur non avendo il famoso tasto di spegnimento, possono avere tanti altri vantaggi in termini ambientali o di risparmio energetico. Il primo esempio che mi viene è quello delle console dei videogiochi di ultima generazione.

La Nintendo Wii e la Sony Playstation 3

La Nintendo e la Sony hanno lanciato, verso la fine del 2006, le loro ultime console per videogiochi, chiamate rispettivamente Wii e Playstation 3 (PS3). La PS3 ha già subito modifiche ed innovazioni, e dai modelli iniziali che consumavano circa 180-200 W durante le fasi di gioco se è passati ai circa 135 W. La Wii invece è sempre la stessa, ed il consumo durante il gioco si attesta sui 17-18 W: stiamo parlando di un consumo dell’ordine delle 7.5-11 volte inferiore! Per la cronaca, entrambe le console consumano meno di 2 W in stand-by (meno di 3 euro all’anno).

Orbene, la PS3 ha il famoso tasto di spegnimento completo, mentre la Wii non ce l’ha. Dobbiamo dunque aspettarci che la Wii non potrà più essere venduta in Italia, nonostante gli evidentissimi vantaggi in termini di consumo? Solo per risparmiare neanche 3 euro all’anno? Qualcuno dirà che la Wii e la PS3 occupano segmenti diversi del mercato videoludico, ma per questo dobbiamo mettere al bando una console che in poco più di un anno ha venduto 20 milioni di pezzi in tutto il mondo (più del doppio della PS3)? Questo è solo un esempio di come si può depauperare un mercato per ottenere un vantaggio che definire ridicolo è poco!

Questi degli ambientalisti sono i soliti proclami per ergersi a difensori del bene comune, ma in realtà a me paiono solo prese per i fondelli. Se davvero vogliamo risparmiare energia in maniera sensibile, perché non poniamo un rimedio agli sprechi della nostra rete elettrica nazionale, che da sola butta in effetto Joule ben il 17% del nostro fabbisogno nazionale? Ma questo vorrebbe dire sostituire i tralicci a 200 KV con altri da 1000 KV, e questo non è accettabile per i Verdi e la loro campagna contro il cosiddetto “elettrosmog”.

L’ultima chicca è lo spot del Ministero che ci invita a spegnere il televisore: ebbene, la sua realizzazione e messa in onda, quanto ci sono costate?

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3 commentiLascia un commento

  1. Pecoraro Scanio è stato – in assoluto – il peggiore ministro della nostra repubblica, dai tempi del tribuno della plebe Tiberio Sempronio Gracco in poi.

    Sulle lampadine a fluorescenza sono completamente d’accordo con te. Imporre per legge l’adozione di una tecnologia rispetto ad un’altra senza alcun fondamento scientifico è semplicemente folle!

    Sui led, invece, devo correggere le tue convinzioni che erano anche le mie affermazioni fino a qualche mese fa.
    Ho fatto due conticini e li ho sbagliati.
    Li ho rifatti e li ho risbagliati.
    La terza volta ho invece scoperto che, pur con le imprecisioni legate alla scarsa conoscenza dei veri numeri in gioco, tutti i led in stand-by consumano molto di più di quello che avrei potuto immaginare: senza i led potremmo risparmiare l’energia prodotta in un anno da centrale elettrica di medie dimensioni (400-500 MWe).
    Non si tratta quindi di qualche centesimo all’anno ma di qualche decina di euro all’anno a famiglia.
    Dato inoltre che il costo dell’operazione dovrebbe essere quasi nullo per gli utenti e relativamente modesto per i produttori… bhé, perché no?

    Il risparmio va attuato ogni qual volta si dimostri che si tratta di un vero risparmio.

    Ciao
    Massimo Gambino

  2. Caro Massimo, hai detto una frase correttissima: “Il risparmio va attuato ogni qual volta si dimostri che si tratta di un vero risparmio.” Sono d’accordissimo.
    Tuttavia, ogni cosa dev’essere vista nell’ottica della sua utilità. Per risparmiare potremmo anche andare a far la spesa in bicicletta: qualche volta si può fare, ma a volte la macchina serve.
    I conti sui LED non li ho fatti io, ho preso per buoni quelli che ha fornito Bonelli: e sono cifre ridicole, anche se non conosco i dettagli di come le abbia ricavate. Non so in effetti neanche come tu abbia ottenuto il dato di 500 MWe, che corrisponderebbero a qualcosa come 300 milioni di apparecchi in stand-by. Mi sembra una cifra molto generosa.
    Posso chiederti come hai ricavato quei risultati? Senza polemica, giusto per disquisire un po’.

    In ogni caso, tenere l’apparecchio in stand-by non è sempre un male: alcuni, infatti, soffrono le continue connessioni e disconnessioni dalla rete elettrica, tanto che a volte si rompono.
    A quel punto il risparmio se ne va a benedire. Non è cioè un “vero risparmio”.

    Ad ogni modo, se si vuole risparmiare su pochi spiccioli all’anno, si può fare, ci mancherebbe. Ma questo non ci deve distrarre da ciò che veramente ci porta al risparmio. Basta, ad esempio, che si dimentichi accesa una lampadina ad incandescenza accesa per un paio d’ore ed ecco che ci siamo “bruciati” il risparmio degli apparecchi spenti di una giornata. Ma, caso molto più comune, basta un tetto mal coibentato, una vecchia lavatrice, uno scaldabagno elettrico anziché a gas, e gli sprechi sono già parecchie volte maggiori.

    Un vero spreco, invece, mi è parso davvero lo spot ministeriale.

    Ciao
    Massimo (pure io…)

  3. Quando si fanno questi conti bisogna necessariamente approssimare.
    Adesso ti faccio l’inventario dei led che ho contato in casa mia.
    – 1 stampante laser (da quando ho fatto i miei conti, io la spengo sempre ma i miei figli la dimenticano sempre accesa… ma tanto è in stand by!!!)
    – 2 monitor lcd 17″
    – 1 cuffia “radio”
    – il router è sempre acceso… (ma quella è una scelta!
    – nr 3 televisori
    – impianto stereo
    – videoregistratore
    – DVD reader
    – digitale terrestre
    Sono 11 utenze. Pensavo di essere un caso “raro” e invece ho scoperto che, più o meno, nell’ambito delle mie conoscenze, siamo tutti più o meno, allo stesso livello.

    Ho poi scoperto che non tutti i led assorbono la stessa potenza. Quello del digitale terrestre arriva ai 10 – 15 W. Ed anche i televisori più vecchi hanno led abbastanza onerosi.

    In definitiva i miei conti sono stati effettuati utilizzando un valo medio dell’assorbimento di 5 W per utenza, assumendo che in Italia vi siano circa 30 – 35 Milioni di “aggragati sociali” (oltre alle famiglie ho considerato gli alberghi, i bar, i circoli ricreativi, le aziende, i ministeri…) e che ogni aggragato abbia in media 3 utenze da alimentare…. e che siano tutti accesi per 24 ore al giorno tutti i giorni.

    Come vedi i miei numeri sono, probabilmente, approssimati per difetto ed è quindi possibile stimare potenze anche superiori ai 500 MWe.

    Ora, però, voglio meglio chiarire la mia posizione su questo argomento e ciò che mi ha spinto a commentare il tuo post.
    La prima volta che ho sentito parlare di questo problema, mi è apparso talmente incredibile, fantasioso, “politico” che mi sono preso la licenza di “ridicolizzare” il mio interlocutore dall’alto della mia laurea.
    Dopo poco tempo ho sentito nuovamente la stesso fola ripreasa in una intervista televisiva “addirittura” dal Ministro dell’ambiente: indicibile!!!
    A questo punto mi sono messo a fare due conticini e, ormai “obnubilato” dalle mie certezze li ho clamorosamente sbagliati (di un fattore 1000!!! milliWatt al posto di Watt). Ma a quel punto avevo anche fatto i conti ed ero certo, certissimo della mia scienza.
    Ed ogni volta che mi trovavo a discutere dell’argomento con amici e parenti ho utilizzato a mani basse le mie argomentazioni per ridicolizzare la parte politica a me “avversa”.
    Fino al giorno in cui, in un blog, ho trovato un giovane studentello di informatica che riproponeva l’argomento: non mi è sembrato vero! Sono entrato a gamba tesa spiattellando la mia “banale” formuletta.
    Ed il giovane, con estrema semplicità ed educazione, mi ha fatto notare l’errore marchiano.

    Ero assolutamente solo al computer.
    Ma sono arrossito come un bimbo!
    Credo di non aver mai fatto una figura peggiore in tutta la mia vita. E perché?

    Semplicemente perché l’ideologia, la voglia di aver ragione, mi ha reso assolutamente cieco.

    Tornando all’inizio….
    certamente il problema energetico nazionale non verrà risolto con l’abolizione dei led, né con il fotovoltaico né con il solare termico né con l’eolico.
    Abbiamo bisogno – subito – di iniziare la costruzione di 12 isole nucleari da circa 1000 MWe l’una. Di questo abbiamo bisogno come l’aria che respiriamo e prima possibile.
    Ma, ove possibile, dovremmo anche utilizzare tutte le nostre conoscenze e le nostre tecnologie per risparmiare… anche per i led. Perché no?


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