Quelli che in macchina…

A me piace guidare, anche se la patente l’ho presa relativamente tardi (a 21 anni). Purtroppo negli ultimi tempi gli automobilisti si vedono sempre più privare di questa gioia, perché ogni chilometro viene sempre più visto come soldi che se ne vanno in carburante, ma questa è un’altra storia.

Nella mia carriera al volante, che fortunatamente non mi ha ancora sottratto alcun punto sulla patente, mi sono arrabbiato, rilassato, esaltato come ogni italiano medio alla guida, e mi sono fatto le mie idee. Come tutti, direi. Gioele Dix ha bel sottolineato questa caratteristica dei guidatori italiani con un personaggio di successo alla trasmissione Zelig.

Ho diversi stereotipi quando si tratta di stare alla guida. So bene che gli stereotipi possono distrarre dalla realtà, quando proprio possono essere ingiusti, ma quando sono alla guida mi aiutano a capire a chi prestare meglio attenzione ed a farmi una ragione delle assurdità che vedo in strada. Le mie considerazioni, comunque, sono tra il serio ed il faceto. So bene che esistono le eccezioni: ebbene, quando le incontro mi faccio pochi problemi e mi compiaccio.

Uno di questi è: diffidate da chi guida con un cappello, qualunque esso sia. Fateci caso: nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta o di giovanotti da cultura elitaria (perché non sta bene dire “ristretta”) che del rispetto stradale hanno una singolare interpretazione; o di persone anziane ancora abituate all’uso del copricapo in ogni occasione. E le persone anziane, purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi, guidano male: vuoi perché i riflessi sono allentati e quindi vanno piano; vuoi perché hanno la visione limitata e stanno in mezzo alla strada; vuoi perché non sono abituate al traffico intenso dei nostri giorni, ed a volte neppure al codice della strada; vuoi perché il tempo, per loro, non è una priorità… Insomma, i motivi sono molteplici. In tono minore, diffido anche di chi non ha capelli in testa: forse perché se li rasano, e allora sono giovanotti della schiatta di cui sopra; o li hanno persi perché sono vecchi. Tuttavia c’è sempre una grande schiera di pelati per altri motivi…

Forse qualcuno penserà che sono tra quelli che crede che le donne guidino male. Lo ammetto, lo credo davvero! Alla faccia di quanto dicono ai telegiornali, secondo cui le donne guidano meglio perché fanno meno incidenti. Vero, ne fanno meno: ma io do un altro significato alla “buona guida”. Mi accorgo che le donne guidano in maniera più “distratta”, nel senso che per loro l’auto è meramente un mezzo che le porta da A a B e non uno strumento della propria vita. Qualcuno dirà che hanno ragione: tuttavia, guidare non è solo portarsi da un punto all’altro, ma eseguire un’azione in mezzo alla società rappresentata dagli automobilisti. Non basta, quindi, non fare incidenti: serve non rompere le scatole agli altri!

E per questo le donne si prendono più tempo in strada, il che si traduce spesso in vera e propria indecisione; dimenticano spesso l’uso delle frecce, confidando che comunque gli altri non le vengano addosso, e se lo fanno è colpa loro perché chi tampona ha sempre torto; parcheggiano peggio, ma questo forse è perché le manovre per loro sono più dure, perché mediamente più basse, perché con meno muscoli nelle braccia; partono con riflessi bradipei al semaforo e via dicendo.

Le cose peggiorano quando la donna sta guidando un’auto più grossa, tipo una berlina, o alta, come una monovolume, perché dà loro la possibilità di dominare meglio la strada. Peccato che i difetti permangono, e purtroppo con un’auto più grossa ad ingombrare la strada. Naturalmente, non tutte le donne guidano allo stesso modo: le bionde guidano peggio. Sarà perché la loro concezione dell’auto è ancora più bassa, sarà perché sono spesso scarrozzate da volenterosi compagni…

Diffidate anche di chi parla animatamente in auto con il passeggero, magari voltandosi e gesticolando, perché per questi non vi è dubbio: la loro attenzione alla strada è notevolmente diminuita e la loro capacità di reagire in breve tempo nettamente compromessa.

Ripeto che si tratta di stereotipi, e forse neanche, perché nel caso delle donne non credo che solo perché un guidatore è donna allora guida male. In realtà ci sono tantissimi guidatori, anche donne, che vanno benissimo nel traffico. Quelli che mi danno noia, tuttavia, spesso sono donne, più di quante ce ne siano proporzionalmente in strada. Si tratta di una mia impressione e non c’è niente che me la stia facendo cambiare nonostante abbia guidato un po’ in tutte le parti d’Italia.

Non voglio dire, naturalmente, che io sono la perfezione al volante, ci mancherebbe. Anche io a volte faccio fesserie, anche nei confronti degli altri. Ci sono alcuni punti che però ritengo fondamentali nella guida in strada:

  1. Il rispetto della distanza di sicurezza: non è solo una questione di freni e riflessi, ma consente di avere una migliore visione della strada e di anticipare meglio quello che può accadere, permettendo una guida più fluida.
  2. Un uso corretto e tempestivo degli indicatori di direzione (le frecce): avvisare gli altri delle proprie intenzioni riduce notevolmente il rischio di tamponamenti ed altre situazioni pericolose.
  3. Va bene rispettare i limiti di velocità, ma adeguare la velocità al flusso del traffico: a ben vedere, non sarà troppo distante dal limite effettivo. Ma non esitare neppure ad andare più piano se piove abbastanza o se l’asfalto ha problemi.
  4. Se proprio non splende il sole, accendere i fari: aumentano nettamente la visibilità dell’auto. I motocicli lo devono fare a prescindere, e per loro è ancora più importante.
  5. Va bene l’autoradio, ma la musica non deve coprire il rumore ambientale: protrebbe arrivare un’ambulanza e potreste non sentirla.
  6. Mai portarsi il cellulare all’orecchio. Distrae davvero tanto e le mani devono essere entrambe pronte all’azione, se necessario.
  7. I pedoni sulle strisce hanno la precedenza: dategliela, ricordando che un tempo lo eravate anche voi. Per i pedoni: è educato ringraziare il guidatore con un cenno della mano.
  8. Far immettere qualcuno nel traffico spesso non costa nulla (soprattutto se siamo fermi) e può aiutare a snellire l’ingorgo.

In ogni caso, ci sono davvero dei comportamenti che mi danno sui nervi. Si tratta di quelli che in macchina…

  • … non credono che ci siano due corsie per tutti, ma una, larga, per loro!
  • … le frecce le lasciano agli Indiani!
  • … ti stanno attaccati alla targa nonostante non abbiano alcuna speranza di superarti per almeno un paio di chilometri.
  • … per girare a destra invadono la corsia a sinistra (e viceversa), perché siamo in Formula 1 e le curve si fanno in traiettoria… Anche se vanno a 20 km/h.
  • … parlano col cellulare all’orecchio, tanto la guida mica ne risente…
  • … nelle rotatorie, si tengono nella corsia più a destra per prendere poi l’ultima uscita.
  • … si mettono la cintura di sicurezza mentre sono in marcia, forse ignorando il fatto che la macchina sembra che stia facendo il test dell’alce.
  • … vanno pianissimo quando il semaforo segna il giallo, però loro passano, mentre tu ti fermi schiumando rabbia perché è scattato il rosso.
  • … nella rotatoria danno comunque precedenza a destra (spesso sono anziani), rischiando l’incidente e facendo perdere un sacco di tempo perché nessuno più si aspetta che uno si fermi in mezzo alla rotatoria per farlo immettere, e ci vuole del tempo prima di accorgersi dell’assurdita della situazione.
  • … dopo aver rifornito al distributore self-service, vanno a pagare lasciando la macchina accanto alla pompa, impedendo agli altri di rifornire nel frattempo (spesso sono donne).
  • … ti sfanalano con i fari, quando proprio non suonano il clacson, perché vogliono la precedenza… Anche se sei già fermo da un pezzo.
  • … il verde del semaforo è un bel colore, quindi vale la pena di stare un minutino a guardarlo senza partire.
  • … del verde del semaforo non gliene frega niente, ma non partono ugualmente perché stanno scrivendo un SMS al cellulare, si stanno truccando, stanno leggendo il giornale o semplicemente hanno la testa tra le nuvole.
  • … se ne fregano se nell’ultimo tamponamento che hanno fatto i fari si sono spostati e sembrano un altro paio di abbaglianti.

Potete allungare a piacimento questo elenco di persone che strozzereste volentieri in strada. Almeno vi sfogate…

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Published in: on giovedì, 6 marzo 2008 at 1.44  Comments (4)  
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