… Avanti l’altro!

E così ha vinto Berlusconi. Per la terza volta, ma mai con questo margine di vantaggio. Noi Italiani siamo proprio incorreggibili, eh? Quasi la metà di noi ha votato quello che l’altra metà considera un mafioso, un corruttore, un colluso, un dittatore, uno sbruffone per essere eufemistici. E pesta i piedi, sputa sangue misto a bile, annuncia propositi di lasciare il Paese e si consola con la stampa estera che ci dipinge come degli incapaci.

Beh, non proprio tutti quelli che non hanno votato Berlusconi, però sono in tanti che si comportano così. Nel forum più popolato d’Italia (circa 250 mila utenti) era stato posto di recente un sondaggio, cui ha risposto ovviamente solo una piccola parte, dato che il sito parla di tecnologia: la domanda riguardava quello che si pensa di chi ha idee politiche opposte alle proprie. Ebbene, tra quelli che si sono dichiarati di sinistra, il 53% ha dichiarato di pensare “che uno di destra sia inferiore intellettualmente e moralmente” (contro il 22% della parte opposta). Ovviamente quel forum non è un campione statisticamente significativo (basti pensare che tra gli utenti il partito più in voga è l’Italia dei Valori, con più del 44% delle preferenze), ma a mio avviso rende abbastanza conto di come sia diffuso questo atteggiamento a sinistra.

A questo punto, mi viene da dire che finché si comporteranno così si possono scordare di diventare una forza di governo duratura e matura. Ragionare per facili stereotipi vuol dire rinunciare a capire il fenomeno politico italiano.

Passando ai risultati delle ultime politiche, posso dire di essere sorpreso. Ero già certo che l’attuale legge elettorale, al contrario di quanti paventavano che non avrebbe prodotto altro che governi instabili, si è invece ben comportata nel caso di una maggioranza abbastanza consistente. Devo anche dare atto a Veltroni ed al Partito Democratico di aver avviato un processo di rinnovamento del panorama politico italiano che ha davvero del rivoluzionario, prendendo una decisione radicale per liberarsi di tutti gli orpelli politici che hanno minato le basi del governo Prodi. Questa decisione ha comportato anche un’evoluzione del centrodestra, con la creazione del Popolo delle Libertà. Ma non mi aspettavo che i frutti di questo combiamento, cioè un deciso ed importante passo verso il bipolarismo quasi di stampo americano, si sarebbero manifestati così presto. Invece, già oggi possiamo parlare in sostanza di due gruppi politici in entrambe le camere del Parlamento, con le altre forze ridotte in briciole (l’UDC) o addirittura scomparse (comunisti ed ambientalisti)!

Clamoroso è come il Partito Democratico abbia “cannibalizzato” i voti dei comunisti assorbendoli come una spugna, con la questione del “voto utile” che in effetti agli elettori mai sarà parso così buttato con La Sinistra L’Arcobaleno (oltretutto un nome fiacco e forse un po’ infantile, privo dello storico simbolo della falce e martello), relegando la formazione di Bertinotti saldamente al di sotto della soglia di sbarramento sia alla Camera (il 4% su base nazionale) sia al Senato (l’8% su base regionale), per non parlare delle altre “pulci rosse” (Sinistra Critica e via dicendo). In effetti il vero artefice della débâcle comunista è stato proprio l’ex-comunista Veltroni, che forse fu profetico quando qualche tempo fa affermò candidamente: “Mai stato comunista”… Forse è davvero iniziata la Terza Repubblica?

C’è chi si strappa le vesti per questa sparizione della sinistra radicale dal panorama politico italiano. Io no. Anzi, sono ben felice della sparizione di quella parte politica che ritengo scioccamente populista, dannosamente provocatoria, stolidamente intransigente e dannatamente vetusta. Soprattutto sono immensamente felice per la sparizione dal panorama politico italiano dei Verdi, gente cui troppo spesso si dà retta prima di fare qualsiasi cosa, e che inevitabilmente poi non si fa più, a meno che non si tratti di imporre nuovi divieti e decimare i limiti legali.

Qualcuno già s’impegna per una tentata ricostituzione di una formazione comunista. Già si vedono i vari Ferrando e compagnia (nel senso di “kompagni”) bella cercare di riabbracciarsi dopo essersi fatti male sino all’estremo. Mi viene in mente una battuta tratta dal divertentissimo film Operazione Sottoveste, diretto nel 1959 da Blake Edwards:

“Non voglio negare che abbiamo subito alcuni piccoli danni, ma…”
“Piccoli danni? Ma è così duro a convincersi, vi hanno affondati!”

Mi dispiace solo per Bertinotti, persona che ritengo onesta e civile.

Per il resto, il Partito Democratico non si è affatto mal comportato, anzi. Però ha perso lo stesso. Tuttavia, la sconfitta era già preventivata, ed ora Veltroni potrà lavorare seriamente e senza troppi vincoli per vincere nel 2013 (quando, ironia della sorte, sarà già forse un po’ troppo vecchio… come se ora fosse un giovincello, poi). Ebbene sì, credo che la prossima legislatura durerà ancora cinque anni pieni.

Per analizzare invece il centrodestra, sono sinceramente curioso di vedere quello che sarà in grado di fare. Libero dal problema di Casini, Berlusconi ha ancora la Lega che gli è necessaria per raggiungere la maggioranza assoluta, ma col partito di Bossi nel quinquennio 2001-2006 ha sempre avuto pochi problemi. Questa volta, insomma, potrà muoversi forse meglio, anche se in effetti la rinnovata forza della Lega Nord sarà quasi certamente un freno all’indole “liberale” che Berlusconi ha sempre raccontato in campagna elettorale. Non credo, tuttavia, che il successo della Lega denoti una volontà di “protesta” da parte degli elettori, come spesso è stato etichettato, ma piuttosto come il semplice rifiuto di una coalizione che metteva insieme il “fascista” Fini col “mafioso” Berlusconi, epiteti in piccola parte diffusi anche nel panorama politico di destra, e che abbiano determinato una fuoriuscita di voti verso la Lega Nord.

Attendo con fiducia il futuro e… Agli annunciatori di sventura, dico: state tranquilli, siamo sopravvissuti sino al 2006, sopravviveremo fino al 2013. Parola di chi è sopravvissuto per due anni a Prodi!

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