Anno novello…

Tra poche ore sarà finito il 2008 e sarà cominciato il 2009. Nelle parti più ad est del mondo è già così. Per gli astronauti della ISS (la stazione Alpha) sarà mezzanotte per 16 volte, ma non credo che gli consentano di fare 16 brindisi. E credo neppure uno.

Mi viene in mente che 2009 è un numero assai poco interessante. Non mi ricorda nulla, e non è neppure un numero primo (come il 2011). Però il 2009 potrà forse essere un anno di grandi cambiamenti, in ambito sociale, politico, economico. Un anno di resa dei conti. Un anno che veramente butta vecchi meccanismi e logiche d’azione e ne fonda di nuove. Il 2008 ci ha lasciato tra alti e bassi, il 2009 probabilmente sarà una sfida continua, anche per chi credeva di essere ormai al sicuro. Cerchiamo di farci trovare pronti, allora.

Buon 2009 a tutti!

P.S.: so di essere stato a lungo assente dal blog, se non per qualche commento. L’ultimo articolo risale ad agosto, voglio dire… Beh, sarà una sfida anche tenere aggiornato questo sito!

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Published in: on mercoledì, 31 dicembre 2008 at 18.27  Comments (4)  

Di tutto un po’, VII

Due post con lo stesso titolo di fila, perché sono davvero tante le cose di cui vorrei parlare, che avrei voluto approfondire ma che non ho potuto perché si sono accavallate e non mi hanno lasciato il tempo di farlo.

Parto da sabato scorso, quando ho sentito Frankie Hi-nrg a Trento, tra una (pessima, ma è questione di gusti) canzone e l’altra di quel concerto gratuito, affermare che è giusto pagare la musica. Forse costretto dalla sua etichetta discografica, forse perché a forza di fan che scaricano da eMule ha dovuto stringere un po’ la cinghia (in effetti l’ho visto dimagrito), sta di fatto che mi è sembrato – e non solo a me – un rappresentante di Forza Italia: in pratica la fine di un rapper.

La manifestazione contro Bush si è conclusa per fortuna senza particolare incidenti. Grazie soprattutto alla collaborazione tra forze dell’ordine ed organizzatori si è fatto un buon lavoro di prevenzione. Si dovrebbe dire anche grazie a gente come Francesco Caruso, il quale, però, mi fa più pensare ad una collusione tra movimenti violenti e sinistra radicale, ora anche parlamentare. In ogni caso questo è come scoprire l’acqua calda.

Ironia della cosa? Sembra che meno incidenti ci sono e più la manifestazione è un flop: di fatto le proteste non hanno minimamente lasciato il segno ed hanno solo evidenziato la pochezza del movimento, che oltre a tirare fuori panzane e chimere tipo la campagna No Excuse 2015 (eliminare la fame nel mondo in 8 anni si può solo eliminando fisicamente gli affamati: rivolgersi agli Hutu per un progetto di larga scala).

Così, mentre George Walker Bush fa un bagno di folla in Albania, la sinistra si dimostra ancora una volta in pezzi, indecisa tra il palazzo ad accogliere il Presidente americano, e la piazza per contestarlo. Ma se si sceglie la piazza, allora si divide tra quel corteo che è contro tutto e tutti, e quel sit-in che critica Bush ma non il governo che l’accoglie… Insomma la solita accozzaglia di posizioni che è oggi la sinistra italiana, che ormai è impossibile individuare in un qualsiasi progetto di sviluppo politico, soprattutto nei casi più radicali, mentre invece si esplica in 10, 100, 1000 singole posizioni. Ne vogliamo vedere qualcuna? Beh, la lista è lunga, magari la tiro giù domani.

Romano Prodi visto da John Cox (www.coxandforkum.com)

Il tutto, comunque, non fa che riflettersi sugli esiti elttorali di questi giorni. Il risultato è chiaro: da un 77 a 59 per il centrosinistra nel 2002 si è passati ad un sonoro 88 a 51 per il centrodestra. Il risultato è da far rabbrividire, ma a sinistra si tiene botta, si minimizza, si dice (Fassino) che “il centrosinistra si è confermata dove prima governava ed ha conquistato Trapani”, dimenticandosi che la storia di Trapani è particolare e già nota, e di ricordare che la “maggioranza” ha perso Matera, ma anche al primo turno Alessandria, Asti, Gorizia, Monza e Verona (e pure il sindaco del mio comune di residenza) ed ha tenuto per un soffio la provincia di Genova (quando Pericu nel 2002 fu eletto col 60% dei voti). Per di più stanno arrivando altre beghe inattese, tipo quelle sul caso Visco, sulle intercettazioni tra Consorte, D’Alema e Fassino, sui rapporti OCSE riguardo al sistema pensionistico. Con il drammatico calo dei consensi che si sta verificando, il centrosinistra cerca di rimediare. Come? Facile, dicono ciò che dice il centrodestra: le tasse sono troppo alte; vanno ridotti i costi della politica; bisogna riformare i bilanci locali, ci vuole una legge sulle intercettazioni telefoniche. Tra un po’ mi sa che sosterranno la necessità di separazione delle carriere dei magistrati.

Io credo che semplicemente nel centrosinistra la loro sicurezza sia di facciata ma in realtà tutti se la stiano facendo addosso, preoccupati di non scontentare i loro variegati elettori ma anche di non accontentarli troppo per non far cadere il governo.

In tutto questo trambusto spesso ci si dimentica proprio delle riforme serie, ci si ferma alle parole. Come quelle pronunciate da Umberto Veronesi a favore dell’energia nucleare. Ma per un Veronesi che ne parla a favore, c’è un Rubbia che si dice contrario. Ora, sul si dovrebbe credere di più ad un premio Nobel per la fisica piuttosto che ad un oncologo per quanto di fama internazionale, ma di fatto negli ultimi anni Rubbia mi lascia sempre più perplesso. Anche perché esperto del settore non è solo lui, ed in genere i fisici nucleare italiani sono favorevoli alla riapertura delle centrali atomiche; senza contare che lo stesso Rubbia in passato ha avuto posizioni ben diverse, non portava come scusante il problema delle scorie ma cercava di risolverlo sviluppando il “Rubbiatron“, non confondeva i concetti di “fonte di energia” e di “vettore di energia”, non faceva proposte ingegneristicamente assurde sullo sfruttamento dell’energia solare. Sinceramente non so che pensare e non mi azzardo a dare del rimbambito ad uno come lui. Piuttosto credo che abbia altro in testa quando fa certe affermazioni, e che i suoi interessi si accavallino in maniera ignota ai più.

Una buona notizia viene invece dalla Sardegna, la mia regione natìa, dove l’attuale governatore Renato Soru ha in mente una tassa per i possessori di cani al fine di arginare le spese sostenute per i cani randagi. Si tratta di 20 euro all’anno per i possessori di cani non sterelizzati chirurgicamente (esclusi i cani da pastore, per ciechi, delle forze dell’ordine). Dico, è una bella notizia perché è evidente che quest’ennesima boiata di Soru (che colpisce proprio chi i cani si suppone li ami) stavolta non passerà, mentre d’altra parte rende ancora più chiaro che questo cialtrone, che non si fa problemi a dormire sopra i suoi molteplici conflitti d’interesse, dopo le prossime elezioni regionali non ce l’avremo più tra i piedi. Non so ancora se sarà lì a prendersi una sonora tranvata elettorale oppure se la sinistra – che già da tempo sta cercando di lavarsene le mani – l’avrà bellamente scaricato, ma purtroppo il giugno 2009 è distante ancora due anni e di elezioni anticipate se ne parla meno che di questo governo.

L’ultima viene da quell’anziana signora che è Haidi Giuliani, madre del famigerato Carlo Giuliani, per la quale evidentemente il concetto di “lanciare estintori” equivale a “venire picchiati”. Questa ex maestra elementare, che forse avrebbe dovuto impedire che suo figlio diventasse un farabutto e magari ce l’avrebbe ancora con sé, è andata a placare gli animi dei riottosi delle ultime manifestazioni anti-G8, negando poi che questi avessero qualcosa in comune con suo figlio Carlo. Ci deve ancora spiegare in che senso, perché sono pronto a scommettere che tra quei facinorosi ce ne erano diversi presenti in Piazza Alimonda nel 2001. Forse i no-global di giovedì erano più tranquilli di Carlo?

Anche lei ce la teniamo in Parlamento. Il motivo non è chiaro ma spero che ci stia ancora per poco. Anche perché non ho voglia di aspettare il prossimo 12 ottobre 2008 (data in cui maturerà la pensione da senatrice) per tornare a votare. Secondo la senatrice Giuliani i giovani sono arrabbiati perché sentono molto problemi come la disoccupazione, la precarietà e… la guerra. Ma signora Haidi, quale guerra? In quanti hanno davvero vissuto una “guerra”? In quanti hanno fatto come Angelo Frammartino, che ci ha rimesso pure la ghirba? Ma da dove viene tutta questa sensibilità? Sono fermamente convinto che gridare “no war” (magari sfasciando la testa di un poliziotto) è uno slogan con cui ci si riempie la vuota vita di gente come quella di Carlo. Sono cattivo? Eh sì.

Published in: on martedì, 12 giugno 2007 at 13.56  Comments (2)  

Di tutto un po’, VI

Ed ecco che riprende questa rubrica, che in realtà è un contenitore di tutte le piccole cose che vorrei dire e che non mi riempiono un articolo, o che forse sono talmente tante che è meglio dirle in breve che lasciarle trascurate del tutto.

Allora, piccolo accenno alla tornata elettorale delle amministrative. D’Alema (e Prodi oggi) ha affermato che se il governo si dovesse dimettere solo per una sconfitta alle amministrative allora anche Berlusconi l’avrebbe dovuto fare a suo tempo, e invece non l’ha fatto. Non fa una grinza. Invece fa pensare come abbia rimarcato, poco prima del voto, come la sinistra abbia da sempre presentato i migliori amministratori locali. Ma, alla luce dei risultati (a volte anche clamorosi) di queste ultime amministrative, questo non è affatto un’attenuante, anzi! Se è vero, come generalmente si ammette, che la sinistra è campione di gestione politica (anche se non sempre effettiva: vedi Napoli ed i suoi rifiuti) degli enti locali, allora questo risultato è ancora più influente e dovrebbe far riflettere profondamente, perché ciò vuol dire che si è dato un giudizio non agli amministratori locali ma a questo governo soffocante! La “spallata” non c’è stata? In un Paese con un voto così poco flessibile, la chiara vittoria del centrodestra è una sonora batosta per il centrosinistra, altro che balle.

E a proposito di amministrazioni locali, continua l’emergenza rifiuti in Campania. Mentre questi signori fanno il muso duro a difendere i loro “paradisi” (leggasi: discariche ora chiuse):

Rosetta Sproviero incatenata di fronte alla discarica di Parapoti

nei centri urbani della Campania accade questo:

Rifiuti bruciati nei centri urbani campani (Olympia)

Impressionante? Beh, non posso far a meno di notare una certa dicotomia d’intenti da parte della popolazione locale nel cercare di risolvere la questione. Se invece di stare a sentire capopopoli come Don Vitaliano e la “pasionaria” Rosetta Sproviero (che almeno non si è macchiata delle nefandezze della Ibárruri) ascoltassimo chi della questione se ne intende, forse non si arriverebbe alla patetica soluzione del mandare i rifiuti in Romania, pagando fior di quattrini. Eh sì, pensiamo globale. Sperando che nessun ambientalista si metta sui binari del “treno dei rifiuti”.

Notizia di oggi è che pare che sia cosa fatta l’accordo sull’aumento agli impiegati statali. Avranno un aumento di 101 euro al mese: grande soddisfazione dei sindacati, che hanno così ottenuto un aumento ben superiore all’inflazione (e a quello della controparte privata, si capisce). Nel frattempo appare sempre più grave la piaga dell’assenteismo nel pubblico impiego, ulteriormente foraggiato da questo cospicuo aumento (magari lo dessero anche a me…): magari qualcuno pensa di risolvere così la questione? O forse non è che Prodi e compagnia cerchino di porre una pezza alla batosta elettorale di cui sopra? Nel frattempo, al Ministero della Difesa l’assenteismo interessa quasi un terzo dei dipendenti: ma ultimamente non si stava parlando degli sprechi della politica?

Spostiamoci un po’ all’estero, precisamente in Venezuela: è notizia recente la chiusura di Radio Caracas Television, l’unica rete a diffusione nazionale critica alle politiche del presidente Hugo Chavez. Il leader del Paese sudamericano si è legato al dito l’appoggio che la rete diede ai golpisti che cercarono di toglierlo dal potere nel 2002, ed ora ha voluto assumere il diretto controllo dell’emittenza. Piccoli dittatori crescono. Ma col petrolio.

Terminiamo con un po’ di sport: si conclude il campionato e così anche l’avventura in serie A del Chievo. E’ stata una squadra che ha ben giocato ed ha divertito, sino ad arrivare a livelli inaspettati (come il posto in Champion’s League, anche se assegnato a tavolino dopo le penalizzazioni di Juventus e Fiorentina) e tutto con pochi soldi: spero di rivedere presto questa squadra nella massima serie. Sempre in ambito calcistico, vorrei far notare lo sfogo di Gattuso sulle polemiche milanesi di fine campionato: come dar torto al Ringhio nazionale? A proposito di Nazionale, spero che Nesta ci ripensi e non la lasci.

Passiamo ora alla Formula 1, e non per ricordare la penosa prestazione ferrarista al Gran Premio del Principato di Monaco (quando non ci si mette l’affidabilità ci si mette Raikkonen a sfondare la macchina! E la squadra a non tenere il passo con le McLaren), ma per ricordare che 25 anni fa si è spento uno dei più amati – purtroppo per poco tempo – campioni dell’automobilismo mondiale:

Gilles Villeneuve al GP d’Italia del 1981

Gilles Villeneuve morì a Zolder, durante le prove del Gran Premio del Belgio, l’8 maggio 1981. Indimenticabili le sue imprese: capace di percorrere un giro ad alta velocità su tre ruote (a Zandvoort nel 1981), di concludere una gara con una macchina disastrosa tenendosi per tutto il tempo quattro accaniti avversari alle spalle (a Jarama nel 1981), di andare 11 secondi (undici!) più veloce del campione del mondo Jody Scheckter sul bagnato di Watkins Glen nel 1979, ma soprattutto di fare queste cose (a Digione nel 1979):

Durante l’ultimo improbabile tentativo di sorpasso di Villeneuve, il commentatore non può far altro che esclamare: “Incredible!” Ora, dico, come si poteva non amare un pilota così? Addio, Gilles.

Published in: on martedì, 29 maggio 2007 at 15.37  Lascia un commento  

Satira dadaista

Martedì sera ho visto “Mai dire martedì”, l’ennesimo show umoristico della Gialappa’s band, del Mago Forest e compagnia varia. Non posso negare di aver riso, ogni tanto. Insomma, un’oretta abbastanza spensierata.

Facendo però il punto dello show, non ho potuto fare a meno di notare alcuni punti che reputo assai interessanti nell’ottica di uno spettacolo di quel genere. Naturalmente, i “mattatori” della serata erano i soliti Fabio De Luigi e Marcello Cesena, ideatori di personaggi ed imitazioni da sbellicare.

Devo notare poca politica in questo nuovo “Mai dire…”, pochissima. Molto meno delle altre volte. Oddio, qualcosa chiaramente c’è, e qualcuno che non ha visto la puntata dirà: “Chi sarà il nuovo soggetto delle satire gialappiane? Prodi? Rutelli? Luxuria? Pecoraro Scanio?” Nossignori: sono Calderoli e Tremonti. Anche ora che nei giochi di potere valgono come il due di picche, continuano a spopolare come soggetti di imitazioni e prese per fondelli, sebbene De Luigi – attenzione! – abbia precisato che l’imitazione di Calderoli avrebbe avuto una connotazione dadaista. Forse ritiene che fargli dire “sonoilministrocalderoli” quando ministro non lo è più gli conferisca tale connotazione artistica…

L’unica frecciatina alla sinistra è venuta da una flebile battuta di Forest riguardo ai litigi interni della maggioranza. Non che mi dispiaccia che un programma comico rimanga tale e non si trasformi per forza in un programma satirico (che invece molto spesso decade a parata d’insulti senza stile e con molto livore) e cerchi un po’ di più di rimanere sulle sue, ma non posso fare a meno di notare che, a quanto pare, tra gli odierni commedianti televisivi pare esserci la ferma convinzione che nell’attuale maggioranza non ci siano personaggi abbastanza “macchiette” da poterne fare un’imitazione. Io direi che potete giudicare voi stessi.

Published in: on mercoledì, 24 gennaio 2007 at 23.19  Lascia un commento  

Di tutto un po’, V

Un altro “Di tutto un po’”? Ebbene sì, è quanto mai adatto perché domani parto con la mia famiglia per Cogne. Sì, certo, ora viene la battuta facile… 😉 Ma Cogne è un paesello che conosco da due decenni e bisogna dire che è veramente un gioiellino. Magari al ritorno posto qualche foto.

Comunque, inizio riprendendo il discorso di ieri: si è appresa oggi la notizia che a Welby non verrà concesso il funerale religioso. Mia modesta opinione: hanno fatto male. Ormai a qualunque suicida non si nega un rito religioso, in virtù proprio del presupposto dolore che ha spinto una persona a togliersi la vita. Welby non era certo differente sotto questo punto di vista. E’ comunque chiaro che la curia ha voluto timore che la cosa prendesse piede, ma lo trovo retrogrado in ogni caso.

In questi ultimi giorni è stata evidenziata dalle cronache locali (e pettegole, c’è da dire) il caso di un professore (tra)vestito da donna, in classe durante le lezioni. A me personalmente avrebbe fatto senso, e avrei fatto richiamare il docente all’ordine. Ma prima che esprimessi un’opinione, sentendo la notizia al telegiornale mio padre è sbottato: “Embé?! Ma di che si stupiscono? Non sta accadendo lo stesso in Parlamento?!” Cristallino. (Naturalmente con tutte le distinzioni dei casi: tal professore risulta essere sostanzialmente un esibizionista più che un vero “transgender”.)

L’Inter continua a vincere e stavolta anche a convincere: sono 10 vittorie di fila. Mai accaduto nell’era Moratti. Bella forza, qualcuno dirà: sono tranquilli, non c’è la Juve. Il Milan ha fatto una campagna acquisti tipo Albinoleffe, mentre Fiorentina, Palermo e Roma non hanno lo spessore di una squadra da vertice assoluto (e la prima ha pure un bel -15 in classifica). Sembra proprio l’anno dell’Inter, anche se otto mesi fa niente avrebbe fatto pensare ad un cambiamento così drastico.
Com’è accaduto? Sembra troppo improvviso, compreso quello scudetto a tavolino cucito sulla maglia. Chi l’ha deciso quello scudetto? Che domande, Guido Rossi! Attuale presidente della FIGC, e guarda caso ex dirigente dell’Inter. Già, ma perché l’avvicendamento? Per via di Calciopoli. E com’è cominciato il tutto? Con le intercettazioni della Telecom. E chi c’è al capo della Telecom? Tronchetti Provera, vicepresidente dell’Inter!
Già, ma qualcuno potrebbe obiettare: la teoria del complotto non regge perché non era mica sicuro che Rossi finisse presidente della Federcalcio. Infatti: ci vuole qualcuno che ce lo metta, tipo un ministro dello sport accondiscendente e politicamente vicino. Mica si poteva fare con un governo Berlusconi, ma scherziamo! Ed infatti quand’è iniziato tutto? Intorno a maggio, con il nuovo governo di centrosinistra fresco di formazione. Aggiungiamoci che alla Fiorentina hanno condonato soli 4 dei 19 punti di penalizzazione mentre al Milan neanche uno, ed ecco che il cerchio si chiude.
Fantacalcio? Certo, senza dubbio. Ma io non faccio altro che 1+1+1+1, che magari non fa proprio 4 perché non stiamo facendo matematica, ma a mio avviso un qualcosa di verosimile c’è. La cosa più triste è che anche senza Juventus gli arbitri perseverano a sbagliare (anche clamorosamente), si continua a parlare di complotti ed ora c’è chi dice che siano i nerazzurri i nuovi “protetti” dai poteri forti del calcio.
Mah, almeno ci abbiamo guadagnato un Mondiale 😉

Avrei voluto dire qualcosa riguardo all’operazione di Berlusconi e agli incoraggiamenti di Prodi agli Italiani, o meglio avrei voluto disegnarlo, ma il tempo mi è sfuggito via. Quindi ci risentiamo tra qualche giorno e… Buon Natale! 😀

Published in: on sabato, 23 dicembre 2006 at 1.40  Comments (2)  

Miserunt ad Te

Alla fine Piergiorgio Welby è morto: un medico ha, come si dice, “staccato la spina”.

Immagino già i prossimi giorni: si farà un gran parlare di quanto sia legittima la volontà di Welby, se sia giusto condannare il medico che ha compiuto il gesto, si aprirà il dibattito etico.
Personalmente non mi voglio sbilanciare più di tanto in queste affermazioni: premetto che sono cristiano di educazione cattolica, anche se questo sembra essere passato di moda. Non posso accettare l’eutanasia più semplicistica, anche per problemi pratici che potrebbero arrivare a giustificare un “banale” suicidio per depressione. E tuttavia il rigore dottrinale vacilla di fronte ai grandi dolori, che tolgono la speranza e la voglia di lottare, ed impediscono il pensiero lucido. A dire il vero, la Cristianità accetta questo non da oggi, ma da parecchio. In ogni caso non voglio farmi il portavoce del Vaticano.

Piergiorgio Welby era certamente uno che soffriva, come purtroppo tanti nella sua condizione, ma lui ha rifiutato di netto la sua condizione, ha deciso che tra la vita e la morte era la prima che gli faceva più paura, ha avuto la faccia tosta di scuotere le nostre comode vite di persone dotate di movimento autonomo ed alla fine ha aperto uno squarcio nelle nostre teste depresse dalla prossima Finanziaria.

Personalmente, ritengo che ogni uomo, in quanto facente parte di una società, non possa essere del tutto libero di fare al proprio corpo ciò che vuole. In quanto esseri sociali, abbiamo nei confronti dei prossimi dei diritti ma anche dei doveri e delle responsabilità. Forse non è un pensiero liberale, ma è umano per chi in vita ci resta. Detto questo, Welby non aveva certo molti mezzi per affrontare doveri e responsabilità, e tuttavia pur in quelle condizioni è riuscito a creare un bel po’ di reportage televisivi: niente male per uno immobile nel suo letto ospedaliero.

Inoltre, i medici asserivano che non c’era “accanimento terapeutico” su Piergiorgio Welby e che(come riescano a stabilirlo non lo so) non era depresso. In sostanza, in tanti nelle sue stesse condizioni decidono di andare avanti, pur nella sofferenza di una malattia devastante come la distrofia muscolare progressiva. E allora, quali sono le condizioni per definire “legittima” l’interruzione della terapia? Alcuni si lamentano di un “vuoto legislativo” che, a mio parere, è ben difficile da colmare, perché oltre una certa soglia si entra in un’area di indefinibilità che può portare giocoforza a pareri discordanti, cui neanche l’opinione del malato stesso può porre fine in quanto puramente soggettiva. E a me non piace che un medico si affidi al soggettivo, anzi è opinione tecnica riconosciuta che ciò non dovrebbe avvenire mai.

In definitiva, quel che prevedo è che per le prossime due settimane si continuerà a parlare di Welby nei modi più svariati, si formeranno altri comitati in favore dell’eutanasia o comunque di una legislazione in merito, dopodiché tutto tornerà nell’oblio dell’Italia ebbra dalle ultime feste natalizie prima del salasso fiscale del 2007.

Oh, bene, e con tutto ciò che cos’ho detto? Sembra niente. In realtà è che a mio avviso si sta facendo un caos esagerato e si prendono a volte posizioni troppo estreme, invece di seguire il filo conduttore di un principio generalmente riconosciuto (quello del rifiuto dell’accanimento terapeutico). Il resto deve venir fuori dai responsi medici, perché di meglio non possiamo avere.

Nei dettagli preferisco non immischiarmi, perché un medico non lo sono. Non lo è neanche Marco Pannella e tanti rosapugnati cui non sarà parso vero di avere un’altra occasione per far vedere che esistono. Qui sono cattivo, me ne rendo conto, ma la mia impressione che Welby sia stato trattato da animale politico prima che da uomo, è netta. Ciò non fa che aumentare il mio sdegno verso gli ex-Radicali, che ormai più che portavoce di ideali liberali sono diventati degli squallidi chiassoni della politica italiana.

P.S.: per chi non avesse compreso il titolo, è basato sulle prime parole della nota preghiera funebre in latino: “De profundiis clamavi ad Te, Domine…” Ho sostituito “clamavi” (“hai chiamato”) con “miserunt” (“hanno mandato”). Scusate per la scarsa chiarezza.

Published in: on venerdì, 22 dicembre 2006 at 0.58  Comments (2)  

Di tutto un po’, IV

Uh, che bello! Sta arrivando il Natale! Siamo tutti più buoni! Ehi, ma… perché più buoni? E “Natale” che vuol dire, chi è nato?
Quando ero piccolo mi ricordo che era comune dire in giro ai piccoli che sì, i regali erano belli, ma bisognava ricordarsi che il 25 dicembre era nato il Bambin Gesù. In una scuola di Bolzano, però, pare che se lo siano dimenticati, o almeno vogliono farlo dimenticare. L’idea di proibire i canti natalizi che facciano riferimento a Gesù per non offendere i non cristiani è così assurdo che mi vien difficile da commentare: nella festa che celebra la nascità di Gesù non si deve parlare di Gesù.
In base a cosa non è noto: non mi risulta che, a parte quel paranoide di Adel Smith, qualcuno si sia mai sentito offeso dai canti natalizi. Ma secondo alcuni ben pensanti altoatesini (e magari anche di altrove) pare che sia meglio offendere con certezza i cristiani piuttosto che avere una qualche presunta probabilità di offendere i musulmani.
E allora che facciamo? Liberati da canti come Adeste fideles (addirittura in latino, la lingua dei crociati, orrore!) ed ammaliati da musiche arabe, dopo aver dimenticato Ognissanti per la più allegra Festa del Dolcetto o Scherzetto, trasformeremo il Natale nella Festa dei Panettoni, la Pasqua nella Festa delle Uova di Cioccolato, l’Epifania nella Festa dei Dolcetti nelle Calze e Ferragosto nella Festa del Gelato sotto il sole. Un Bel Paese di cioccolatai. Offesi?

Passiamo ad argomenti più fumosi (o forse altrettanto, visto che a quanto pare in quella scuola di Bolzano paiono tutti ritrattare): i fischi a Prodi e compagnia bella. Tutta una claque, si dice. Sircana (lo scendiletto di Prodi) sa già che dovunque andranno ci sarà sempre un drappello di teppistelli organizzati che si divertiranno a fischiare il Premier ed i suoi ministri. Mica come le “spontanee e democratiche sollevazioni di piazza” che c’erano durante il governo Berlusconi. D’altronde, Sircana di fischi non ne sente (qualcuno gli dica di andare da un otorino, ha dei problemi con le alte frequenze).
Il Paese, comunque, dicono, si renderà conto della bontà della Finanziaria 2007. La manifestazione del 2 dicembre scorso per Fassino non era significativa, c’erano solo 250 mila persone in piazza, quando nel 2003 il centrosinistra ne ha portate a manifestare ben 3 milioni. Per favore, qualcuno gli dica che ha dimenticato uno zero. Qualcuno gli dica che secondo la Questura nel 2003 in confronto c’erano 800 mila persone. Qualcuno gli dica che tutto questo è accaduto e continua ad accadere senza l’aiuto dei sindacati, loro sì perfetti organizzatori di claque partigiane.
Ma forse qualcuno gliel’ha già detto, ed infatti pare che il buon Piero stia prendendo le distanze dai metodi di Prodi. Sarà che non ha voglia di prendersi responsabilità di una Finanziaria che leverà la pelle dalle mani degli Italiani. E così pure D’Alema, Di Pietro, Fioroni ed altri che cominciano a preoccuparsi di un calo di sondaggi che ha poco del discutibile.

A proposito di sindacati, oggi a Napoli hanno sfilato contro… la camorra. Don Pasquale se la starà facendo sotto, che dite? Un sacco di gente non è andata al lavoro per esprimere il proprio dissenso alla criminalità organizzata, ma ho questa sensazione che in realtà Don Pasquale sapesse già, e che continui ad infischiarsene altamente. La Triplice però non si mette a protestare per una gestione rifiuti che scoppia e per una giunta che non sembra muovere un dito. Quelli rimangono sempre lì. Come Don Pasquale.

Navigando per Wikipedia, vengo informato che il delfino del Fiume Azzurro si è “funzionalmente estinto”. Nel 1986 erano stati stimati 300 esemplari in totale, nel 1990 circa 200, nel 1997 meno di 50, l’anno dopo contati appena 7 e nel 2004 neppure uno. Una piccola riprova che non è dall’Europa, non è dagli Stati Uniti che dobbiamo temere la più seria minaccia ambientale.

Un caro saluto d’addio a Clay Regazzoni. La Formula 1 perde un campione del passato.

Sta passando ora la pubblicità della 3 con Paris Hilton. Ha proprio una faccia da tr..a. Scusate la finezza ma dovevo proprio dirlo, perché non ne posso più di vederla in TV. Che impari a mettersi le mutande più spesso, lei e la sua amica Britney Spears.

Alla fine la Finanziaria 2007 è stata approvata: 162 voti favorevoli, 157 contrari. Le mummie a vita hanno votato sì (Pininfarina assente), De Gregorio no. Notizia di ieri è che è saltata fuori un comma che di fatto era un colpo di spugna per i reati fiscali degli enti amministrativi: la modificheranno entro il 2006. Ma io mi chiedo: lo sanno, almeno loro, che cosa stanno approvando?

Published in: on venerdì, 15 dicembre 2006 at 18.52  Lascia un commento  

Kaputt mundi

varphi.gifSiamo brava gente, che vorrebbe passeggiare di sabato per botteghe e pasticcerie. Questa volta però abbiamo un appuntamento a Roma con Silvio Berlusconi. Sentiamo la necessità di difendere la libertà e di lavorare senza essere soffocati dalle tasse del governo. Andiamo tutti a Roma e ci ritroveremo insieme per manifestare. Non è un’abitudine per noi. Non siamo pecore buone per farsi gregge. Non amiamo andare in piazza per gridare slogan o per ascoltare comizi. Non adoriamo il capo, ma ci piace un leader come Berlusconi che sa interpretare le nostre passioni e la nostra avversione per lo statalismo. Questo governo deve cadere. Non per la spallata di piazza, ma per un rigurgito di decenza: non è tollerabile un’alleanza con quanti gridano 10-100-1000-Nassiriya. Noi non siamo prepotenti. Non lanceremo molotov e non scriveremo minacce sui muri. Mica siamo comunisti. Perciò protesteremo civilmente contro un governo che soffoca la liberà sottoponendoci a controlli da Stato fiscale di polizia, trattando artigiani, commercianti, professionisti, imprenditori come criminali. Nella capitale vogliamo dimostrare all’Italia che il centrodestra non è orfano né in declino. E a Silvio Berlusconi che siamo al suo fianco, felici del suo immediato ritorno a casa.

Questo è il messaggio che Vittorio Feltri ha lanciato sulla prima pagina di Libero di oggi. Un messaggio forte e appassionato, forse non molto lucido ma abbastanza diretto nelle sue poche parole. Si rivolge a chi di questo governo si è rotto le scatole. E direi che ne ha ben donde (anche se lo fa solo verso una parte di elettorato; invero ci sono parecchi ex ed attuali ‘coglioni’ che scenderanno in piazza a Roma).

Alla fine questa Finanziaria 2007 è giunta in dirittura d’arrivo ed è dura trovare qualcuno che non sia insoddisfatto almeno per qualcosa. Gli scontenti che non rivoterebbero Prodi ormai si contano a frotte, ma ormai è tardi: avrebbero dovuto pensarci sette mesi fa. La Finanziaria è stata bocciata da tutte le parti dai più autorevoli istituti del settore, l’ultimo dei quali l’OCSE che ribadisce come risanare il debito pubblico con le sole tasse non è mai bene. Tant’è vero che stima ancora oltre il 3% il rapporto tra debito e PIL per il 2007, e poi addirittura in salita di nuovo nel 2008. Lacrime e sangue per cosa?

Ma, oh!, c’è la ripresa! Dopo quattro anni e mezzo, si dice. Ma aspettiamo un attimo: ma che ha fatto questo governo per la ripresa? L’economia viene gestita dalle leggi finanziarie, ed ancora deve arrivare la prima. Gli altri sono piccoli dettagli. Chi si ricorda che magari l’attuale Finanziaria in vigore è l’ultima di Tremonti?

Sono tornato a casa dopo un mese, e ne ho viste davvero di tutti i colori. Avrei voluto scrivere il mio sdegno sul blog ma non ne ho avuto tempo o l’occasione. Tante cose mi hanno provocato risentimento se non addirittura fatto stomacare. Provo ad elencarle?

  • Il PDCI che sfila nel corteo insieme ai vigliacchi che bruciano il fantoccio del milite italiano e gridano “10, 100, 1000 Nassiriya”, con Diliberto che minimizza dicendo che non ha colpa se i soliti “quattro imbecilli”… Magari sarebbe stato meglio non andarci, visto che si sapeva benissimo che gentaglia vi avrebbe partecipato?
  • I vari benpensanti e muftì che protestano per l’istituto elementare di via Quaranta, dove insegnano che la sola religione vera è l’Islam ed appendono fuori dal portone il cartello “La scoula e chiusa” (sic).
  • Le frotte di comici sinistrorsi che improvvisamente hanno tutti una crisi creativa e che per tirare a campare arrivano a penose ed astruse imitazioni di Ratzinger come quelle di Crozza ed a ridere sul malore avuto da Berlusconi, dimostrandosi solo dei faziosi dilettanti.
  • A proposito del Papa, il silenzio assordante della diplomazia europea di fronte al vile ed ignorante attacco portato dai medievali imam di tutto il mondo dopo il discorso di Ratisbona.
  • L’ONU, l’accozzaglia di due centinaia e passa di Stati tra democratici, liberali, laici e repressori, confessionali, terroristi, con il vizio di ficcare il naso tra gli affari israeliani ma di fatto è incapace di fermare o anche solo prevenire un qualsivoglia conflitto (vedasi le armi a Hezbollah, il massacro in Darfur e così via).
  • Le assurdità dette sul ‘caso Luxuria’ (che vuole andare nel bagno delle donne), giunte sino all’aberrante frase di Alessandra Mussolini: “Io penso che ognuno debba essere libero di andare nel bagno che vuole (sic).”

Beh, potrei dirne ancora tante, di grandi e piccole, ma in tutto questo tempo mi sono sfuggite di mente. E’ dura, se le cose non si segnano sa qualche parte. Sono sicuro che i miei amici nell’elenco dei link lì a destra avranno debitamente commentato gli avvenimenti di questi tempi.

Cos’ho fatto negli ultimi tre mesi? Oltre al mio viaggio nei Balcani (molto suggestivo: metterò qualche foto e farò qualche commento), ero in giro a fare concorsi per il dottorato di ricerca. Ho vinto una borsa a Pisa, per cui presto lascerò la Sardegna ed andrò a vivere con quel comunista di mio cugino, che si sta specializzando in Medicina proprio nella città toscana. Questo come nota personale.

E dopo l’appello iniziale dico: vorrei esserci, a Roma, ma il portafogli, per ora, piange 😦. Per chi volesse saperne qualcosa, il corteo parte alle 13 da due punti: dalla stazione di Roma Termini e dal Circo Massimo. Per chi vuole raggiungere Roma in aereo, il treno-navetta da Fiumicino per Termini parte ogni mezz’ora e ci impiega altrettanto, lo potete prendere al secondo piano vicino al Terminal C ed il biglietto costa 11 euro. Per chi arriva in nave, di treni regionali da Civitavecchia per Termini ce ne sono due ogni ora, e ci impiegano un’ora e un quarto, per soli 4.10 euro. Per chi arriva in treno, beh, è facile: basta arrivare a Termini. Visitate il sito di Trenitalia (prima che falliscano). In macchina non so dirvi, se non che, data la folla che ci sarà, vi sconsiglio di prenderla 😉

Published in: on venerdì, 1 dicembre 2006 at 0.16  Lascia un commento  

Di tutto un po’, III

varphi.gifDa italiano, dico che è una buona cosa che il nostro Presidente della Repubblica, il “post”-comunista Giorgio Napolitano, sia andato a rendere omaggio in Ungheria alla tomba di Imre Nagy, il premier ungherese che dopo la Rivolta del 1956 fu condannato con un processo farsa dai Sovietici e barbaramente ucciso. Proprio il Napolitano che, nel 1956, sostenne che l’Unione Sovietica era lì per “portare la pace”, nonostante i dissensi dei suoi compagni di partito (e ciò vuol dire che non era una linea unica del PCI). Mi fa piacere che il buon Giorgio abbia cambiato idea, gli riconosco questo diritto. Se avesse detto che si vergogna dei suoi passati sarebbe stato anche meglio, ma so bene che dai veterocomunisti queste cose non si ottengono mai (che ci volete fare, all’URSS ed a Togliatti hanno lasciato il cuore). Ha fatto anche il suo bel discorso contro l’idea di esportare in altri Paesi la propria idea di governo. Solo, qualcuno spieghi a questo signore, che più passa il tempo e meno sento che mi rappresenta, che un conto è diffondere l’ideale di democrazia e libertà, un altro è quello di imporre un regime repressivo e sanguinario come quello sovietico! Cosa che a quanto pare è anche più facile a farsi, visto come andò nel 1956, anche grazie al supporto del PCI. Fa senso che ancora oggi tantissime città italiane abbiano strade dedicate al compagno Palmiro.

Ieri ho sentito il TG1 annunciare delle statistiche secondo cui circa il 45% degli Italiani avrebbero avuto vantaggi dalla prossima Finanziaria, mentre il 48% avrebbe avuto svantaggi e per il 6% non sarebbe cambiato nulla. Oggi, sempre il TG1 annuncia i risultati dell’ISTAT, secondo cui ben 16 milioni di famiglie si avvantaggerebbero con la nuova Finanziaria, e solo 4.8 milioni avrebbero un detrimento. I conti non tornano: le cifre sono nettamente diverse, nell’arco di sole 24 ore. Mi chiedo a questo punto chi abbia ragione, ma un’idea un po’ me la sono fatta, contando che secondo l’ISTAT ogni famiglia italiana avrebbe in media un aumento di circa 100 euro annui. Ma se aumenta la pressione fiscale in questo modo si può sapere da dove vengono questi 100 euro?
Aggiornamento: il buon Mauriziosat tra i commenti di questa sua pagina fa notare che se lo stesso ISTAT ci informa che una famiglia italiana in media ha 1.2 figli, allora quelle 20.8 milioni di famiglie del suddetto calcolo ci portano alla bellezza di 66 milioni e mezzo di abitanti, che l’Italia non ha, neanche con gli immigrati ed i turisti. E dovremmo ancora aggiungerci i single e gli anziani soli. Ma io, da laureato in Matematica, mi chiedo: che si fumano all’Istituto di Statistica?!?

Nei telegiornali di oggi è rimbalzata preponderante una notizia dai numeri incredibili: dall’inizio del conflitto, sarebbero morte la bellezza di 650 000 persone in Iraq! Come abbiamo fatto a non accorgecene? E’ come se fosse sparita una città come Firenze dalla faccia della Terra. Poi, a sentir bene, si tratta di stime fatte sul principio secondo cui si ipotizza che le vittime denunciate siano solo una minima parte. Dunque, non si basa su una conta reale dei corpi, non si basa nemmeno sui dispersi. Direi che Cox & Forkum presentano bene la situazione, con tanto di vignetta esplicativa. Per chi parla inglese: per l’italiano, scordiamoci di vedere quelle risposte nei tiggì nazionali.

Attenzione, sempre nella Finanziaria in via d’approvazione già si vedono i primi cambiamenti. Poca roba, certo, ma qualcosa. In particolare in questi giorni s’è discusso sul superbollo per gli Sport Utility Vehicle, o SUV comunemente detti. Il fatto che non ci sia una categoria giuridica per tali vetture fa sì che si debba operare su parametri come peso, potenza, motore. Ebbene, con le nuove modifiche, il peso minimo delle auto che pagheranno la gabella aggiuntiva di 2 € al kW passa da 2600 a 2200 kg, e per non includere le auto familiari si pensa di escludere le auto di proprietà di famiglie con 5 (cinque) o più figli. Un po’ meglio? Forse, ma ci sono ancora SUV al di sotto dei limiti (tipo la Suzuky Jimny), si sorvola su auto come Ferrari e Porsche rendendo incomprensibile questo balzello, in Italia trovare una famiglia con più di quattro pargoli è un terno al lotto, ancora non si fa distinzione tra chi il SUV ce l’ha per sfizio e chi lo usa per lavoro (la posizione del Governo: nel dubbio, tassiamo!). Non fa abbastanza male? Si aggiunga: abolito il progetto di esenzione del bollo per i primi tre anni per le nuove immatricolazioni Euro4, ed oltre agli annunciati aumenti delle accise sul gasolio si aggiungono quelli del metano per autotrazione. Vogliamo continuare…?

Questa domenica partirò per un mesetto in giro per l’Italia a fare concorsi per il dottorato di ricerca. Il blog credo che riuscirò ad aggiornarlo ogni tanto. Speriamo bene… Auguratemi pure buona fortuna, tanto non sono superstizioso! 😉

Published in: on giovedì, 12 ottobre 2006 at 17.09  Comments (2)  

Balcanic Tour

Così mio cugino chiama la gita che faremo a breve sulle coste della Dalmazia, partendo da Trieste, poi Fiume, Ragusa, Valona, sin giù ad Atene, e poi risalire e passare per Venezia. Parto domani mattina, e spero sarà una bella vacanza come quella dell’anno scorso in Francia.

Dal momento che per una paio di settimane vivrò praticamente fuori dal mondo, al mio ritorno spero che saranno accaduti i seguenti fatti: che…

  • … sia caduto questo governo;
  • … si sia deciso che il contingente UNIFIL in Libano debba disarmare Hezbollah;
  • … in alternativa, che l’Italia non mandi più alcun soldato;
  • … il mio relatore abbia scritto la lettera di presentazione che gli ho chiesto;
  • … sia partito il campionato;
  • … la Ferrari abbia trionfato a Monza, ed Alonso si sia ritirato.

Eddai, in fondo non chiedo molto! :mrgreen:

A presto!

Published in: on lunedì, 28 agosto 2006 at 22.24  Comments (2)