La fine ingloriosa…

È finita. Tristemente finita. Non mi spreco nemmeno a guardare la fine della partita.

Dopo la prima partita avevo già ravvisato le difficoltà a segnare della nostra Nazionale, ma speravo che si sarebbero risolte grazie al buon gioco che si è fatto vedere. Invece è accaduto il contrario: i gol non sono arrivati ed anche il gioco è andato impallidendosi. Troppo facile dominare il centrocampo contro la Nuova Zelanda: serviva un risultato secco e deciso contro la Slovacchia. Invece ecco due gol slovacchi e noi che andiamo a casa.

Una Nazionale senza idee, che si riflette sistematicamente nella faccia da pesce lesso di Marcello Lippi, che chiaramente non ha mai saputo che pesci pigliare per raddrizzare la squadra. L’unica mossa è stata far entrare Pirlo, senza il quale sembra che la squadra sia perduta e questo non è più possibile accettarlo data l’età del milanista che non è più tanto verde. Alla fine il gol è arrivato, tanto cuore si dirà. Si è sfiorato anche il pareggio. E nella confusione si è preso il terzo gol…

Era una Nazionale, diciamocelo proprio, che già dalla Confederation Cup dell’anno scorso mostrava abbondanti limiti. Forse è solo la terra di Sud Africa a farci male, ma non posso crederci. Forse mancano le qualità. Ma soprattutto mancano le idee, non mi stancherò mai di ripeterlo. E non mi consola l’essere sempre stato scettico sul ritorno di Lippi alla guida della Nazionale, perché sapevo che il ciclo, una volta fermato, non si può riprendere. I risultati si sono visti.

Qualcuno dirà che se avessimo vinto il Mondiale sarei saltato sul carro del vincitore. Beh, avrei fatto ben di più: sarei andato a Lourdes, perché se quella del 2006 fu un’impresa, questa sarebbe stata proprio una grazia della Madonna.

Mi consola il fatto che come commissario tecnico arriva ora Cesare Prandelli, uomo e allenatore che stimo tantissimo, e non solo da tifoso viola. Mi deprime il fatto che usciamo al primo turno come la Francia, ultimi del girone come la Francia. Bella figuretta.

Published in: on giovedì, 24 giugno 2010 at 15.55  Lascia un commento  
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Ritorno mondiale

Alla fine di nuovo i Mondiali di calcio. Siamo partiti con tanto scetticismo da parte dei nostri tifosi, ed in effetti c’era più di un motivo: la brutta partita col Messico è sempre fresca, ed ancora non siamo riusciti a battere la Svizzera. Ma era soprattutto la condizione fisica degli Azzurri a preoccupare.

È appena finita la nostra partita col Paraguay, dove l’Italia ha raccolto un pareggio per 1-1 ma i 90 minuti hanno raccontato ben altri equilibri. E sono equilibri che fanno ritrovare un po’ di fiducia ai nostri sostenitori che, in ogni caso, non hanno mai fatto mancare il loro tifo. A prescindere. I motivi per essere più sereni sono consistenti perché, detta in poche parole, la partita l’abbiamo fatta noi, con possesso di palla ed azioni propositive molto ficcanti.

La nostra sfortuna è stata subire una rete praticamente sulla prima palla pericolosa dei sudamericani, e forse, con un Buffon in migliori condizioni fisiche, sarebbe andata diversamente (dico forse: la palla era molto angolata, il buon Gigi avrebbe dovuto letteralmente volare… ma non sarebbe stata la prima volta). La squadra però, dopo i minuti finali del primo tempo giocati un po’ nervosamente, non si è persa d’animo e nel secondo tempo (con Marchetti al posto di Buffon unico cambio) si è riproposta esattamente come nel primo tempo, a fare gioco ed a macinare metri di campo. Alla fine è arrivato il pareggio, non durante un’azione ma su calcio d’angolo, grazie ad un De Rossi che è cresciuto nettamente nella seconda frazione.

I nostri giocatori non hanno mai mollato, hanno continuato ad attaccare fino alla fine, segno comunque del carattere giusto con cui si deve affrontare un Mondiale di calcio. I paraguayani sono stati costretti a giocare di rimessa, peraltro combinando molto poco (loro che erano riusciti a castigare anche Brasile e Argentina durante le qualificazioni). Tra i migliori in campo direi: Pepe, con una grande piglio ed un’ottima condizione fisica, ha corso ed attaccato per tutta la partita; Montolivo, sempre più candidato ideale a sostituire Pirlo nel prossimo futuro, ha fatto una partita eccellente e di spessore, costruendo geometrie precise e mettendo in difficoltà il portiere avversario con velenose conclusioni da fuori area; Cannavaro che, e non ci credevo, ha mostrato un’ottima forma ed ha amministrato la difesa con la sua enorme personalità ed esperienza (peccato un po’ di resposabilità in occasione della rete avversaria). Bene, come già detto, anche De Rossi, e poi Zambrotta che non si è mai stancato di correre sulla fascia destra. Bene un po’ tutti, in ombra un po’ Gilardino servito poco, e Iaquinta.

Come nota dolente c’è da registrate una cronica difficoltà ad insaccare la palla in fondo alla rete. Ci appoggiamo sempre più spesso al sostegno dei centrocampisti, ed anche oggi uno di loro ha salvato il risultato. Ci manca il vero bomber di razza, di quelli che si esaltano ai Mondiali, alla Vieri, alla Schilaci. Forse ci manca il gioco per far fruttare quelli che abbiamo, ed è forse un problema più di Lippi che della Nazionale, visto che anche nel 2006, insieme a Toni, il nostro migliore marcatore è stato un difensore (Materazzi).

Per questo c’è ancora tempo. Ma, per adesso,

forza azzurri!

Published in: on lunedì, 14 giugno 2010 at 20.46  Lascia un commento  
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