Ritorno mondiale

Alla fine di nuovo i Mondiali di calcio. Siamo partiti con tanto scetticismo da parte dei nostri tifosi, ed in effetti c’era più di un motivo: la brutta partita col Messico è sempre fresca, ed ancora non siamo riusciti a battere la Svizzera. Ma era soprattutto la condizione fisica degli Azzurri a preoccupare.

È appena finita la nostra partita col Paraguay, dove l’Italia ha raccolto un pareggio per 1-1 ma i 90 minuti hanno raccontato ben altri equilibri. E sono equilibri che fanno ritrovare un po’ di fiducia ai nostri sostenitori che, in ogni caso, non hanno mai fatto mancare il loro tifo. A prescindere. I motivi per essere più sereni sono consistenti perché, detta in poche parole, la partita l’abbiamo fatta noi, con possesso di palla ed azioni propositive molto ficcanti.

La nostra sfortuna è stata subire una rete praticamente sulla prima palla pericolosa dei sudamericani, e forse, con un Buffon in migliori condizioni fisiche, sarebbe andata diversamente (dico forse: la palla era molto angolata, il buon Gigi avrebbe dovuto letteralmente volare… ma non sarebbe stata la prima volta). La squadra però, dopo i minuti finali del primo tempo giocati un po’ nervosamente, non si è persa d’animo e nel secondo tempo (con Marchetti al posto di Buffon unico cambio) si è riproposta esattamente come nel primo tempo, a fare gioco ed a macinare metri di campo. Alla fine è arrivato il pareggio, non durante un’azione ma su calcio d’angolo, grazie ad un De Rossi che è cresciuto nettamente nella seconda frazione.

I nostri giocatori non hanno mai mollato, hanno continuato ad attaccare fino alla fine, segno comunque del carattere giusto con cui si deve affrontare un Mondiale di calcio. I paraguayani sono stati costretti a giocare di rimessa, peraltro combinando molto poco (loro che erano riusciti a castigare anche Brasile e Argentina durante le qualificazioni). Tra i migliori in campo direi: Pepe, con una grande piglio ed un’ottima condizione fisica, ha corso ed attaccato per tutta la partita; Montolivo, sempre più candidato ideale a sostituire Pirlo nel prossimo futuro, ha fatto una partita eccellente e di spessore, costruendo geometrie precise e mettendo in difficoltà il portiere avversario con velenose conclusioni da fuori area; Cannavaro che, e non ci credevo, ha mostrato un’ottima forma ed ha amministrato la difesa con la sua enorme personalità ed esperienza (peccato un po’ di resposabilità in occasione della rete avversaria). Bene, come già detto, anche De Rossi, e poi Zambrotta che non si è mai stancato di correre sulla fascia destra. Bene un po’ tutti, in ombra un po’ Gilardino servito poco, e Iaquinta.

Come nota dolente c’è da registrate una cronica difficoltà ad insaccare la palla in fondo alla rete. Ci appoggiamo sempre più spesso al sostegno dei centrocampisti, ed anche oggi uno di loro ha salvato il risultato. Ci manca il vero bomber di razza, di quelli che si esaltano ai Mondiali, alla Vieri, alla Schilaci. Forse ci manca il gioco per far fruttare quelli che abbiamo, ed è forse un problema più di Lippi che della Nazionale, visto che anche nel 2006, insieme a Toni, il nostro migliore marcatore è stato un difensore (Materazzi).

Per questo c’è ancora tempo. Ma, per adesso,

forza azzurri!

Published in: on lunedì, 14 giugno 2010 at 20.46  Lascia un commento  
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Italia no? Italia sì!

Ultimamente mi si è chiesto perché tifo l’Italia. Una domanda cui molti risponderebbero con un’espressione di perplessità, dando per scontato che il tifo per l’Italia non possa essere messa in discussione. Non voglio comunque lasciarmi niente di dogmatico, finché si tratta di mie decisioni, quindi vorrei rispondere.

Il tifo non è qualcosa che si può sempre controllare. Non sempre si può decidere a tavolino a chi dare il proprio supporto, cioè non sempre si può basare tutto su come un campione gioca in campo, su che spirito mostra, come si comporta anche fuori dal terreno di gioco. A volte lo si fa, ma non sempre. Spesso si tifa qualcuno per affezione, per tradizione, per un senso di coerenza. Ma la Nazionale…

La Nazionale no, esula da tutto questo. Perché la Nazionale rappresenta me come italiano, ed in quegli uomini in campo non vedo solo dei campioni, ma dei vicini di casa, degli ex compagni di scuola, magari dei colleghi di lavoro. Vedo chi sa che gli spaghetti non si devono cuocere per mezz’ora, o cosa ci va su una pizza. Vedo la gente che si è stretta insieme quando Falcone fu assassinato, che ha smadonnato quando è entrato l’euro nei portafogli, che sa che vuol dire quando si parla di Mani Pulite o del problema del Mezzogiorno, che si arrabbia a sentire dei politici ladri e fannulloni.

E’ tutta la mia gente, quella che mi sta intorno, e mi sento parte di loro anche se a volte mi fa girare le scatole. Anche per questo non posso fare a meno di volerle bene.

L\'esultanza dei nostri dopo il gol di De Rossi

A volte tifare la Nazionale è dura. Quando gioca male, non ha lo spirito giusto, non è umile. Ripensando agli ultimi Mondiali, però, è stato tutto il contrario. Criticati, umiliati con le parole, i nostri ragazzi hanno mostrato che non erano campioni di carta, che le vicende di Calciopoli non li rendevano meno atleti e meno uomini. Ed hanno salvato un po’ tutti noi, che già ci sentivamo lo zimbello di tutto il mondo anche nei campi di calcetto. E quella Nazionale l’ho tifata con tutte le mie forze.

E non potevo far mancare il mio appoggio a questi Europei. Siamo partiti male, malissimo. Ma abbiamo reagito da Italiani. Cioè maledicendo l’arbitro per i torti contro la Romania, ma alla fine diventando più forti di tutto e di tutti con la Francia, finalmente schiantata sul campo in una competizione ufficiale dopo ben 30 anni. E’ questa la Nazionale che voglio e che sento mia, quella che cade e si rialza, quella di Cannavaro che non torna a casa ma è lì ad esultare con la gamba infortunata, quella di Cassano che ride e scherza. E allora parte, sincero, onesto e dal cuore il coro: poooo poroppo popoooo poooo…!

Giusto due note sulla partita: grande prestazione corale, come non se ne vedevano dai Mondiali. Su tutti, ovviamente De Rossi, uomo ovunque e grande cuore. E Cassano, indefesso genietto dell’attacco, cui è mancato solo il gol. Ed oggi sono rientrate le grandi geometrie di Pirlo, cui purtroppo dovremmo fare a meno ai quarti contro la Spagna. Peccato per Toni, sfortunato ed impreciso nelle conclusioni, ma sempre con un lavoro di grande spessore. Bravi ancora Grosso e Zambrotta, sempre a spingere sulle fasce. Ed un complimenti a tutti! Forza ragazzi! L’Europeo comincia ora!

Published in: on martedì, 17 giugno 2008 at 23.14  Lascia un commento  
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